Quotidiani locali

Serra Hub, ballroom vintage

Un jazz club dove grandi nomi e artisti locali suonano insieme

di FEDERICA GREGORI

Gonne rigorosamente sotto il ginocchio, pantaloni palazzo, scarpe charleston, collant con la riga. È il dress code anni 30/40/50 dei ballerini in cui può capitare d'imbattersi alle “Swing Nights” che tanto apprezzamento stanno riscuotendo in città. Come può succedere, dall'esterno, di udire uno scalpiccio di scarpini da tip-tap che si agitano frenetici, con un effetto al limite del surreale. Non solo jazz club ma contenitore di tutto ciò che di meno conosciuto e sotterraneo il panorama cittadino presenti – e spesso celi – in fatto di musica, danza e arti figurative, il nuovo “Serra Hub” in via Economo ha aperto da meno di un mese e già raccoglie consensi per l'atteggiamento fresco e aperto con cui si è proposto, con un occhio attento e curioso puntato su realtà anche insolite a fare la differenza. Risultato? Serate che fanno dire ai numerosi che vi capitano di non credere che nella propria città situazioni come queste non solo esistano ma creino un seguito così numeroso ed entusiasta. Certo, lo spazio è costruito come un jazz club, e da lì si voleva partire. Perché Daniele Raimondi, direttore artistico del locale, è un jazzista che nonostante la giovane età ha viaggiato molto e vissuto anni all'estero. Spirito libero, sempre in cerca di stimoli e ispirazione, la sua è una risposta a ciò che non trovava nella sua città. «Viaggiavo, suonavo, ma quando tornavo per esibirmi le situazioni preesistenti erano o molto ingessate o troppo improvvisate – spiega -. Di qui il desiderio di offrire una vetrina a tutti gli artisti locali e non», unita all'idea di accoppiare grandi nomi attesi al club nei prossimi mesi a talenti in erba, in jam session che andranno ad arricchire le proposte live spaziando da jazz a bossanova, da soul a r'n'b. «Le jam session sono l'ingrediente necessario per chi vuole iniziare una carriera musicale: e chi tenta di spiccare il balzo solitamente è obbligato ad andare nelle grandi città a cercare di suonare con il nome di punta: noi vogliamo poterlo fare qui». Intenzionato a dar vita a una fucina di artisti – c'è anche la creazione di un'etichetta indipendente all'orizzonte – il trombettista, curioso del panorama che lo circonda, ha poi aperto alle collaborazioni: ed ecco l'attenzione dedicata al tap o allo swing.

Camicette e gonne longuette, giacche in stoffa e cravatte hanno iniziato a colorare il locale di venature retro, tra moscow mule serviti in bicchieri di rame e la

Serra trasformata in una ballroom americana dove gli astanti si abbandonano a balli travolgenti scaldati dal sestetto di Raimondi o dai vinili preziosi di Yeronimus Kaplan nel suo Vintage Dj Set. Una vera autorità in materia su cui avremo il piacere di ritornare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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