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Puppet Festival tra marionette e computer art

Dal 22 al 27 agosto il meglio del teatro di figura nazionale e ospiti stranieri. Percorsi su circo e Arlecchino

GORIZIA. L'Alpe Adria Puppet Festival spegne 25 candeline. Non è, quindi, un compleanno qualsiasi quello dell'iniziativa firmata dal Cta di Roberto Piaggio e Antonella Caruzzi. Si potrà celebrarlo da oggi (lunedì 22 agosto) a sabato 27 agosto, giorno di chiusura della kermesse che si snoda tra Grado e Aquileia e che, come da tradizione, ha al centro il teatro di figura.

Piaggio, non tutti lo sanno: cosa si intende per "teatro di figura"? «Per teatro di figura si intendono tutti gli spettacoli che vanno dal teatro di tradizione al teatro di innovazione e che privilegiano l'aspetto materico e figurativo. Si va, nel concreto, dal teatro di burattini e marionette che tutti conoscono fino a un teatro che utilizza le ultime tecnologie come le computer arts».

È possibile tracciare un bilancio di questi 25 anni? «Nella nostra regione, 25 anni fa non esisteva un teatro di figura né, quindi, un pubblico. È stato proprio il Puppet Festival (con altre realtà) a creare quest'ultimo, a formare un gruppo di artisti dedicati al genere, a far nascere collaborazioni con le più importanti strutture della regione. E ora, la nostra regione è riconosciuta come una delle più attente nei confronti del teatro di figura».

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Il festival è nato a Gorizia... «Era una scelta che aveva un senso geopolitico: la città era ancora divisa in due e noi fin dall'inizio abbiamo pensato di avere la sua stessa vocazione internazionale. L'idea era anche di favorire il turismo nel capoluogo isontino».

Ora, però, il Puppet Festival a Gorizia non abita più... «Negli anni, si è aperta una sezione dell'iniziativa a Grado e, in seguito, un'altra sezione ad Aquileia. A Gorizia, in comune accordo con le realtà amministrative della città che ci sostenevano, è stato deciso, viste le difficoltà nel reperire i finanziamenti, di privilegiare la stagione invernale di "Pomeriggi d'inverno" piuttosto che il Puppet».

Quella che s'inaugura oggi, sarà un'edizione di lusso? «Assieme ai Comuni di Grado e Aquileia, stiamo pensando a una grande edizione del festival nel 2017 per la quale auspico fin d'ora una collaborazione con Gorizia. Questa, invece, sarà "solo" un'ottima edizione: a Grado, fino a pochi mesi fa non c'era una giunta e ciò ha impedito di effettuare determinate scelte.

Ci sarà, ovviamente, il meglio del teatro di figura nazionale con alcuni ospiti stranieri. In particolare, ci saranno due percorsi: il primo dedicato al circo, l'altro al più famoso dei burattini: Arlecchino. E poi la conclusione della sezione gradese sarà affidato a un flash-art (realizzato da bambini e genitori) che farà terminare il laboratorio curato da Suomi Vinzi il cui inizio è fissato per oggi. Per fortuna, il pubblico è sempre tanto: gli spettacoli, sempre gratuiti, costituiscono occasioni preziose per turisti e non».

Spesso si ritiene il "teatro di figura" un genere per bimbi? È corretto? «Uno degli obiettivi del Puppet Festival è proprio di far conoscere in Italia un teatro di figura per adulti. E, specie all'estero, esiste un teatro di figura di grande livello che, come tale, non ha nulla da invidiare al grande teatro di prosa. Spero, comunque, non ci saranno più di queste distinzioni all'interno del mondo del teatro».

Se dovesse citare un artista o uno spettacolo al quale è particolarmente legato, quali nomi farebbe? «Abbiamo avuto e abbiamo tanti amici sia in Italia che all'estero. Certo, Altan collabora con noi da molti anni: come non citarlo?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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