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L’amore, una vera sciagura che prima o poi tocca a tutti

Donne e uomini, lasciati e lascianti “social”, nel romanzo d’esordio di Ester Viola

di MARY B. TOLUSSO

Ci risiamo. Alle donne, in amore, piace essere maltrattate. Non proprio maltrattate, diciamo: ignorate. Ignorate con sadismo, sia chiaro. Chi può dirsi esente da tale esperienza? Probabilmente nessuna. In giovane o matura età tutte hanno provato il brivido dello “str...”, di quello che sì, ti fa capire che gli piaci, ma anche no, non te lo fa mai capire del tutto. E così continua a dilagare questa temibile malattia che è l’amore, perché il romanticismo, appunto, ha bisogno di ostacoli. Ne ha bisogno quello vissuto, figuriamoci quello scritto.

Titolo adeguato, quindi, “L’amore è eterno finché non risponde” (Einaudi, pag. 220, euro 17) dell’esordiente Ester Viola, che per vivere fa l’avvocato ma, con tutta probabilità, avrà i suoi guadagni anche come scrittrice. Sì, certo, non sono gli “Innamoramenti” di Javier Marías, piuttosto ci troviamo in una zona ibrida, in un efficace incrocio tra le sorelle Brontë e Bridget Jones, con qualche spolverata di “Sex and the City”. Insomma, un romanzo che riesce a caricarti di leggerezza la testa, almeno. E forse qualcosina di più. D’altra parte Ester Viola è un legale e dall’esperienza pesca a piene mani per realizzare il suo personaggio: Olivia, che fa l’avvocato divorzista. La freschezza della scrittura nasce anche da lì, da un catalogo che l’autrice si è potuta progettare in presa diretta con la vita. Altrimenti non farebbe così ridere.

Olivia è la classica brava ragazza, tutta responsabilità e lavoro, carina, simpatica, gentile, non priva di senso dell’humor. Un gioiello. Ovviamente ancora innamorata di Dario, il classico viziato con velleità artistiche. Un Peter Pan insomma, ma tanto affascinante. Di più. Dario rientra nel genere «Ti lascio ma non lasciarmi», di quelli che, una volta che ti hanno dato il benservito, continuano a telefonarti e a chiederti consigli, non senza farsi gli affari loro. E gli “affari loro”, nel terzo millennio, sono fin troppo facili da scoprire. C’è Facebook. O Instagram. Così la povera Olivia, non graziata neppure dal nome, ma abile nel seguire le tracce, in una sola notte scopre la di lui nuova fidanzata: una sorta di saponetta bagnata tutta sorrisini e pose da Lolita. In realtà una che va in giro con il cerchietto rosa. Ovvio che il nostro Peter Pan, più stringe legami con Cerchietto Rosa, più si dimentica di chiamare Olivia. E quindi iniziano gli strazi, i soffocati pianti. Esilarante è la descrizione dell’intercettazione, dalle foto di Facebook a quelle di Istagram, fino a seguire ogni virgola di ogni commento social che ti rivela, con poca grazia, che rientri nel club dei cornuti. Lui, naturalmente, non chiama più. Ed è quello lo strazio, alla fine, pur consapevole che Dario non è tutta questa bellezza, tanto meno intelligenza.

Ma il personaggio di cui vi innamorerete è un altro: Massimiliano. A leggerlo ci si immagina una sorta di Big o Christian Grey, bello, alto, di successo e, soprattutto: fidanzato. Massimiliano chiama e scrive sempre più spesso, gli serve la competenza di Olivia per certi suoi affari perché Navarra è un avvocato serio, uno di quelli che difendono i lavoratori, mica come lei che si occupa di beceri divorzi tra annoiati benestanti. Quindi al fatto che non gli piaci, a uno così, si aggiunge anche la frustrazione. Per fortuna che c’è Viola, l’amica che tutte dovrebbero avere: bella, fredda, iperattiva, anaffettiva, una che è capace di pulirsi con lo stuzzicadenti e fumare mentre tu sei a terra collassata dai tormenti. Per intenderci, se vi capita di avere un’amica come Viola e voi cercate di riemergere dalla vostra depressione amorosa e, per riscattarvi, dite a Viola che sì, basta, adesso finalmente ne siete uscite, tanto che ieri sera avete pure chattato in Facebook con uno nuovo, lei presumibilmente vi risponderà: «Che bello. Un altro amico immaginario?». Perch. é se l’amore è eterno finché non risponde, va detto che invece in chat rispondono tutti. E sono tutti amici immaginari, ha ragione Viola, tutti che scrivono e nessuno che faccia un passo per vederti. A meno che non attivi la web cam. L’amore ai tempi dei social comporta momenti duri. Con tutti questi maschi che dal romanzo emergono sempre in double-face, non capisci mai qual è il dritto e qual è il rovescio: mi piaci non mi piaci, ci tengo non ci tengo. Roba da uscirne pazzi. E intanto l’amore continua, spietato e imperiale.

Però non aspettatevi un romanzo consolatorio, la fine non lo è affatto, per fortuna niente principi azzurri e di Biancaneve neppure l’ombra. Anzi, l’elemento originale è che nessun personaggio, infine, è quello che abbiamo creduto fosse. E anche la protagonista, così sofferente e sprovveduta, in fondo in fondo non lo è affatto. E a proposito di social e di amore, è una gran fortuna che ci sia Facebook, almeno ora le corna le osservate in diretta, senza attendere ignari la traumatica rivelazione. Poi il gioco del tradimento è sempre quello: vieni lasciata per

un’altra, i social ci mostrano le sequenze di questo grande amore: cene, compleanni, vacanze fino al matrimonio e all’ecografia del primogenito. Poi, è solo una questione di tempo. E il tempo li riporterà di nuovo in Facebook, per ricominciare a essere infedeli.

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