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Premiata l’estate noir del romano Minicangeli

Il racconto inedito sarà pubblicato in appendice al Giallo Mondadori di Diego Lama in edicola domani

GRADO. Il romano Marco Minicangeli ha vinto la IV edizione del Premio letterario Grado Giallo, con il racconto “Storia da un'estate romana”, vicenda con al centro un potente “re del mattone” della capitale, la cui famiglia viene coinvolta in fatti criminosi, all'incrocio tra l'alta società e gli oscuri ambienti della malavita. Ieri a Grado la cerimonia ufficiale di consegna del Premio istituito dal Festival in collaborazione con i Gialli Mondadori. Il riconoscimento è stato dato al vincitore in contemporanea con la consegna del Premio Alberto Tedeschi 2015, quest'anno attribuito - com'era già noto - al napoletano Diego Lama per il racconto “La collera di Napoli”.

Alla cerimonia, presentata da Alessandro Mezzena Lona de “Il Piccolo” di Trieste, vincitore del Premio Grado Giallo 2013, sono intervenuti Franco Forte (editor della collana Gialli Mondadori e ispiratore del Premio), Cecilia Scerbanenco, figlia del celebre scrittore di gialli Giorgio Scerbanenco, e il professor Elvio Guagnini, presidente del Comitato scientifico del Festival. «Il racconto di Minicangeli - ha sottolineato Franco Forte - è un'opera avvincente, che 'tiene' molto bene, basato su una detection giornalistica abbastanza fuori dai canoni, capace però di sposare in pieno anche il tema di questo festival, in particolare la forza del potere al servizio di logiche criminali e criminogene. Tutto ciò a dimostrazione di come il potere possa insinuarsi in ogni piega della società».

Nato nel 1963 a Roma, dove risiede, Minicangeli si occupa da anni di noir e fantascienza. Il racconto “Storia da un'estate romana” uscirà in appendice al Giallo Mondadori di Diego Lama in edicola domani.

Di “Letteratura, legge e procedimenti investigativi”, hanno parlato ieri a Grado Giallo, introdotti da Sergia Adamo, il magistrato, scrittore e procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni (sullo stragismo), lo scrittore e colonnello dei Carabinieri Roberto Riccardi (su “La firma del puparo”), Pierluigi Granata (sui crimini dei colletti bianchi), Roberta De Falco, scrittrice, che ha presentato il suo “Il tempo non cancella”. «Quando si indaga sulle stragi – ha detto Mastelloni (che si è occupato di lotta armata, Brigate rosse, traffico d’armi, Gladio) - la difficoltà principale è che spesso ci si trova da soli a combattere per la ricerca di testimoni e contro i poteri forti che non collaborano”. Roberto Riccardi, autore de “La firma

del puparo”, con l'ispettore Rocco Liguori, ha parlato di poteri e criminalità organizzata. «Il puparo è il grande burattinaio che sta dietro le quinte e muove i fili - ha detto - e il tema centrale è quello della mafia, un contropotere che occupa gli spazi lasciati liberi dalle istituzioni».

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