Quotidiani locali

Podda trasforma il “Cantico” in musica

Domenica la prima assoluta al “Verdi” di Trieste per la Giornata della cultura ebraica

TRIESTE. La Giornata europea della cultura ebraica, che si svolgerà domenica, ha per tema "Ponti e AttraversaMenti", termini evocativi entrambi di un forte dinamismo intrinseco. Nel primo la staticità è solo fittizia, nel secondo è impensabile. La musica è un'arte dinamica per eccellenza e canale ideale per unire, creare legami, grazie al suo linguaggio, capace di superare tutte le barriere linguistiche.

In tale ottica, l'Associazione Culturale "Kol Ha-Tikvà" ha deciso di proporre un progetto ambizioso alla Fondazione Teatro Verdi, che con entusiasmo lo ha accolto: l'esecuzione di un programma in grado di esprimere tutto questo. Domenica alle 18 sarà così possibile assistere alla prima esecuzione assoluta di un'opera che il triestino Marco Podda ha voluto realizzare ispirandosi allo "Shir Ha-Shirim", il "Cantico dei Cantici", poema fuori dal tempo, che canta di un Amore assoluto, ma terreno, semplice, ma eterno.

"Il Canto", rapsodia lirico-sinfonica per soli, coro e orchestra, vedrà impegnato Angelo Cavallaro nella direzione dei solisti Ayse Sener soprano e Alessandro D'Acrissa tenore con il Coro e l'Orchestra del Teatro Verdi e concluderà un concerto che apertosi con "In limine", breve sinfonia scritta nel 1975 da Vito Levi, il compositore, musicologo, critico e docente sia all'Università, sia nei Conservatori cittadini che visse tre secoli, dal 1899 al 2002.

Quest'opera, che vedrà domenica la sua prima esecuzione in tempi moderni, è stata resa possibile grazie alla sinergia tra il Kol Ha-Tikvà ed il Museo Teatrale “Carlo Schmidl” che ne conserva il manoscritto donato dalla figlia Laura Levi Tomizza. Seguirà "Surge propera", mottetto a quattro voci, scritto da Vito Levi nel 1961 per le nozze della figlia con lo scrittore Fulvio Tomizza e orchestrato in occasione di questo concerto da Marco Podda.

Ecco un altro ponte creato grazie ad un dialogo tra due compositori nati nella stessa città, appartenenti ad epoche contigue dal punto di vista cronologico, ma distinte in termini musicali: Vito Levi strettamente legato alla propria epoca, Marco Podda capace di integrare la tradizione con una visione dotata di suggestioni nuove, non sempre facilmente riconoscibili come tali. Scrittura complessa, la sua, non semplice da eseguire e contemporaneamente facile

all'ascolto. Gli interpreti concordano tutti nel riconoscere la sua capacità di regalare ad ognuno delle parti bellissime, strettamente legate in un dialogo perfettamente adatto ad ogni ruolo, rispettoso delle caratteristiche dei diversi strumenti, siano essi voce o meno.

Gregorio Leoni

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

I SEGRETI, LE TECNICHE, GLI STILI

La guida al fumetto di Scuola Comics