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Largo alle donne. E stavolta s’intende la toponomastica

Lunedì alle 20.30 l’inaugurazione della mostra “Sulle vie della parità” in via Donizetti, 3

L’intellettuale lubianese Zofka Kveder nei decenni a cavallo tra l’800 e il ’900 si spostava di continuo lungo le rotte dell’Europa centrale per ragioni di studio e di lavoro. Nell’ottica non proprio femminista dell’Ottocento, non interpretava insomma lo stereotipo dell’angelo stanziale del focolare. La prolifica scrittrice e giornalista slovena, mise peraltro per breve tempo su casa anche a Trieste.

Filosofe, scienziate, politiche, letterate e artiste: il passato recente quanto quello remoto della Slovenia, dell’Italia e, per una lettura geografica trasversale, dell’Europa, vanta una lista di nomi femminili che sono il fiore all’occhiello dell’identità nazionale dei rispettivi Paesi. Il fatto curioso è che questi bei nomi siano assenti (ingiustificati) nella toponomastica stradale cittadina. Vie, piazze, gallerie e giardini sono intitolati infatti quasi al cento per cento a uomini più o meno illustri. Si inaugura domani alle 20.30, alla sala Peterlin di via Donizetti 3, la mostra fotografica “Sulle vie delle parità-Toponomastica femminile in Slovenia” promossa dall’Associazione toponomastica femminile in collaborazione con il Centro culturale sloveno e il sostegno della Fondazione Libero e Zora Polojaz.

Doppia lettura per la rassegna appoggiata dalla Commissione Pari opportunità con il patrocinio del Comune: da un lato infatti si propone di promuovere una toponomastica inclusiva delle quote rosa e, dall’altro, di far conoscere la vita e l’opera di donne slovene il cui impegno in campo artistico, economico, scientifico e politico hanno lasciato un segno nella storia del Paese. La strada della parità passa dunque anche attraverso i 33 nomi delle signore eccellenti cui Lubiana, Novo Mesto, Krsko, Capodistria, Maribor e Nova Gorica hanno dedicato vie, piazze e giardini.

«I pannelli fotografici raccontano la toponomastica in chiave femminile della Slovenia attraverso una sintetica biografia in italiano e sloveno sulla figura delle donne i cui nomi hanno dato lustro alla storia del Paese, alcune delle quali, per altro, nate o vissute a Trieste», spiega Elena Cerkvenic, anima della mostra che è la naturale prosecuzione della recente rassegna itinerante organizzata dalla Commissione Pari opportunità del Comune “Sulle vie della parità”. Introdotta dalla prolusione storica e biografica di Marija Pirjevec, l’iniziativa si propone inoltre di dare un piccolo input all’amministrazione comunale perché includa nelle prossime intitolazioni i nomi di donne slovene legate alla storia di Trieste. Com’è messa la nostra città a cartelli stradali in rosa? Fino al 2012 solo l’1,7% delle vie era declinato al femminile. E non certo perché i nomi di spessore scarseggiassero nel campo delle arti, delle scienze, del teatro, della letteratura o dell’economia. La giunta in questi ultimi due anni ha dedicato

7 giardini ad altrettante figure femminili; ora sono 42 i luoghi in città contro i 729 degli uomini. La mostra (ingresso libero) sarà visitabile fino al 15 giugno da lunedì a mercoledì e poi venerdì e sabato dalle 16 alle 18, mentre la domenica dalle 11 alle 13.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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