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Venezia riempie il “gioiello vuoto” di capolavori

Cinque sale allestite, con 46 quadri di grandi autori, alle Gallerie dell’Accademia grazie all’aiuto di uno sponsor privato

VENEZIA. Il sogno di realizzare le grandi Gallerie dell'Accademia di Venezia finalmente troverà realizzazione. Gli ampi spazi al pianterreno dell'antico Convento della Carità, prima occupati dall'Accademia di Belle Arti spostata altrove per permettere il restauro e l'ampliamento del Museo, da oltre due anni erano rimasti vuoti in attesa dei fondi promessi dal Ministero per l'allestimento. Ora il “gioiello vuoto” grazie ad alcune sostanziose sponsorizzazioni private ha cominciato a risplendere.

Cinque delle 13 nuove sale sono state allestite grazie al corposo finanziamento stanziato dalla Samsung che ha collaborato anche a dare una veste fortemente tecnologica a tutto il percorso espositivo. 46 le opere che da oggi si potranno ammirare, alcune mai esposte prima. Novità assoluta per le Gallerie un allestimento pensato per nuclei tematici di particolare fruibilità per il pubblico. Se la prima sala sarà puramente introduttiva ai percorsi del museo, offrendo mappe e touchscreen interattivi, accanto prenderà vita uno spazio educational dedicato ai giovanissimi.

I ritratti degli artisti vissuti tra '700 e '800 che furono membri insigni dell'Accademia veneziana, colti con gli strumenti del mestiere - tavolozze, tele, matitatoio, scalpelli - in mano (da Crespi a Hayez, a Lipparini) accoglieranno il pubblico in un atrio di grande effetto rievocativo. La terza sala sarà invece dedicata alla grande pittura veneziana dei soffitti: da Tiepolo a Veronese l'impatto visivo sarà notevole.

Ad emozionare i visitatori con un'imponenza e una vicinanza da togliere il fiato un gigantesco ovale a soggetto sacro di Tiepolo, inclinato per valorizzare le proporzioni studiate per essere viste da sotto in su. Accanto il celebre dipinto di Veronese con Cerere ed Ercole che omaggiano Venezia, oltre ad una fitta serie di bozzetti di altri maestri. La quarta sala introdurrà il pubblico nel cuore del collezionismo seicentesco per ricordare come Venezia sia stata tra i primi centri italiani a sviluppare, a partire dal terzo decennio del '600, la moda delle pinacoteche private.

Punto focale una parete diagonale che riprodurrà una quadreria seicentesca, mescolando pittura fiamminga, paesaggi, nature morte e opere di gusto più antico. La quinta sala, caratterizzata da una grande finestra con vista sulla facciata palladiana del Convento dei Canonici Lateranensi, punterà tutta sulla storia dell'architettura: grazie ad un racconto per immagini realizzato dallo Iuav si potranno conoscere le trasformazioni architettoniche ed urbanistiche dell'insula e del complesso edilizio che ospita le Gallerie dell'Accademia.

«La novità più importante - spiega il neo direttore Giulio Manieri Elia - è che lo sponsor che ci ha sostenuto nell'allestimento di queste prime 5 sale ha annunciato che ci aiuterà ad allestirne altre due, esattamente i grandi saloni che verranno dedicati al '600 e al '700, mentre altre sponsorizzazioni provenienti dalle associazioni impegnate nella difesa di Venezia ci permetteranno di completare entro il 2016 tutto il pianoterra con l'allestimento

dell'area palladiana con i gessi di Canova e di una sala tutta dedicata ad Hayez. Altro passo decisivo per completare il progetto delle Grandi Gallerie sarà il restauro del primo piano, che ospiterà il nucleo più antico della collezione con opere dal '300 al '500».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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