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Bill Frisell a Jazz&Wine «Un tributo alla musica con cui sono cresciuto»

Stasera, dal Comunale di Cormons, parte il tour europeo Oggi anche Tracanna Trio, Carlo Maver e Istvan Grencsó

Parte stasera alle 21.30 dal Teatro Comunale di Cormòns, con un concerto nell’ambito del Jazz&Wine of Peace Festival organizzato dal Circolo Controtempo, il tour europeo di Bill Frisell “Guitar in the Space Age”. Nella stessa giornata si esibiranno anche, in cantine e dimore storiche, accompagnando le note alle degustazioni, Tino Tracanna Trio, Carlo Maver Quartet e Istvan Grencsó Open Collective.

Frisell, definito uno dei “big three” della chitarra assieme a Pat Metheny e John Scofield è considerato il più prolifico e ispirato chitarrista e compositore odierno, capace di attraversare i generi senza perdere identità e stimoli creativi. Da tempo conduce una personale ricerca finalizzata al “recupero creativo” della tradizione folclorica nordamericana. Con il suo ultimo progetto, Frisell si addentra nel repertorio dei chitarristi degli anni '40, '50 e '60, da Pete Seeger a The Byrds ai Kinks, ma anche Beach Boys, Chet Atkins e Merle Travis, tra memorie jazzistiche, pionieri del rock, surf e country.

«Nel nuovo progetto – spiega Frisell - c'è soprattutto la musica degli anni '50 e '60: quella con cui sono cresciuto. È un tributo alla musica per chitarra con cui ho iniziato io, un'esperienza quasi autobiografica per me che poi sono del '51, l'anno della creazione della Fender». Frisell eseguirà molti brani dal nuovo album con la band composta da Greg Leisz, Tony Scherr e Kenny Wollesen. «Un gruppo – aggiunge - che ha già cominciato a crescere».

Frisell ha un rapporto particolare con l'Italia e il suo pubblico. «Tanto per cominciare mia moglie è italiana e io sono sempre felice di venire in Europa e soprattutto in Italia: amo il cibo, il clima, la gente e poi la meraviglia dei teatri lirici in cui ho suonato». Dire dove stia andando il jazz per lui è molto difficile. «Al momento tutto sta cambiando – afferma - sarà più facile tra 10 anni guardarsi indietro e vedere cos'è successo. Io mi sento sempre come uno che inizia, cerca di apprendere e andare avanti. Da quando ho iniziato a suonare mi interessa la qualità, chi ho di fronte a me: sento sempre di apprendere».

Si considera un innovatore e lavorare con sperimentatori come John Zorn o David Sylvian gli ha insegnato moltissimo. «Apprendo ogni volta che suono con qualcuno: quando ci si incontra e ci si scopre è il momento più eccitante. Cerchi di espandere la musica e le conoscenze». Mischiando rock e country con jazz e blues, sembra aver trovato cosa li lega. «Per me è tutto nella mente, nell'immaginazione: non c'è una divisione in categorie, generi o compartimenti. È sempre musica e io amo cercare di unire le cose».

Frisell ha anche collaborato con artisti rock e pop, come Elvis Costello o Suzanne Vega. «Lavorare con dei cantanti – rivela - è per me una cosa grandiosa: sono ispirato dal mondo, ma anche dal suono delle voci. Spesso quando suono cerco di riprodurle. L'ispirazione viene da qualsiasi cosa. Devo essere calmo, avere tempo e allora la musica arriva. Può ispirarmi un quadro, un libro, qualsiasi cosa».

La lunga giornata del festival partirà già dalle 11 dall’Azienda Agricola Borgo San Daniele dove si potranno degustare prodotti tipici sulle note dell'ungherese Grencsó Open Collective, la cui proposta è un jazz hard core con un pizzico di blues e rock sperimentale, ma sempre nel rispetto della tradizione. Si prosegue alle 16 nel Castello di Spessa, a Capriva, dove, direttamente dal gemellato Zola

Jazz&Wine, si esibirà Carlo Maver con il suo trio. Alle 18, a Villa Russiz di Capriva, infine, concerto del Tino Tracanna Trio che presenterà l'ultimo progetto, “Tre”, costruito sul dialogo tra musicisti, continuo e diretto e su un suono puro ed essenziale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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