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Janelidze: «A Trieste dimostrerò che posso giocare anche in A»

Giga Janelidze (foto Bruni)

Il lungo è tra i protagonisti del precampionato dell’Alma. «Avevo un’offerta dalla Fortitudo ma quando il club mi ha chiesto di restare non ho avuto dubbi»

TRIESTE «La serie A1 Non mi sento fuori posto, credo sia un campionato nel quale posso dire la mia». Giga Janelidze, dopo un'estate trascorsa a sfogliare la margherita, ha deciso di scommettere su se stesso. Poteva scegliere una sistemazione più "comoda", andando a rinforzare i ranghi di una Fortitudo che anche quest'anno lotterà per la promozione nella massima serie, ha scelto di restare a Trieste e giocarsi fino in fondo le sue carte.



Si ritrova nella situazione dello scorso anno, qu ...

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TRIESTE «La serie A1 Non mi sento fuori posto, credo sia un campionato nel quale posso dire la mia». Giga Janelidze, dopo un'estate trascorsa a sfogliare la margherita, ha deciso di scommettere su se stesso. Poteva scegliere una sistemazione più "comoda", andando a rinforzare i ranghi di una Fortitudo che anche quest'anno lotterà per la promozione nella massima serie, ha scelto di restare a Trieste e giocarsi fino in fondo le sue carte.



Si ritrova nella situazione dello scorso anno, quando arrivò in biancorosso per sostituire temporaneamente l'infortunato Da Ros. «Con la differenza che dopo un anno trascorso qui, mi sento triestino - sottolinea Giga - Quando la società e il coach mi hanno chiesto di restare, non ho avuto dubbi. Stavo per chiudere con la Fortitudo, ho deciso di non andare via. Il mio obiettivo? Fare il possibile per ripetere l'esperienza della passata stagione. Impegnandomi fino in fondo e cercando di dare il massimo come ho sempre fatto da quando sono qui».

Non sarà facile nel contesto di una squadra che, Peric in testa, può contare su un pacchetto di lunghi di tutto rispetto. «So che la concorrenza è tanta - continua Janelidze - ma, ripeto, credo che in questa serie A ci posso stare anche io. Voglio cercare a inseguire il sogno che, da quando ho iniziato le giovanili in Italia, mi porto dentro. Voglio provare a giocarmela, se poi non ci saranno le condizioni per restare sono sicuro che una squadra in A2 non farò fatica a trovarla».

Uno Janelidze che, in questa prima parte del precampionato, ha impressionato per la determinazione. Merito anche di una squadra nella quale si trova a suo agio e che ha saputo diventare gruppo davvero a tempo di record. «Non era scontato - racconta - se pensiamo che quest'anno ci sono 5 americani, un croato, un lettone oltre a me e Fernandez. Credo che il fatto di non aver scelto ragazzini ma giocatori che hanno, Walker a parte, già formato una famiglia, sia stato importante. Così come è stato importante il lavoro di Cavaliero e Coronica che prima ancora iniziasse la preparazione hanno organizzato un paio di uscite».

E poi quello che eventualmente non fossero riusciti a trasmettere giocatori e staff, lo farà il pubblico. Negli ultimi anni il valore aggiunto di una squadra cresciuta assieme ai suoi tifosi. «Chiamare sesto uomo il nostro pubblico è riduttivo. Credo sia impossibile non restare affascinati dal clima che si respira dentro al palazzo, sarà così anche per gli Usa. Che qualcosa hanno cominciato a capire. A Lignano, dopo il derby, Walker mi ha chiesto se i tifosi sono sempre così. Qualcosa gli ha detto Knox, ricordando i play-off con la Fortitudo. Aspetta e vedrai, è stata la risposta. Non manca molto, tra poco meno di un mese sarà già tempo di Virtus all'Allianz Dome». —

L'Alma perde con il Venezia, comunque eccellente il primo tempo