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Codia, un sogno meraviglioso È il primo triestino campione europeo

A Glasgow vince i 100 farfalla dominando la finale Prima di lui ori continentali soltanto con le staffette



Meraviglioso Piero. I 100 farfalla di Codia, sono uno spettacolo. Uno spettacolo d’oro. Lo spettacolo che vale il titolo di campione d’Europa.

Il 28enne triestino - prima Edera e poi Triestina Nuoto, ma oggi tesserato per la romana Aniene e allenato da Alessandro D’Alessandro, vice campione europeo in vasca corta - passa in 23”'42 ai 50 metri e ritorna in 27”22 per un 50”64 che manda in frantumi il 51''09 nuotato ai Mondiali di Budapest 2017 e il record dei campionati (il 50”86 di Laszlo Cseh). Un tempone, insomma, il quarto crono europeo di sempre e l’ottavo di sempre al mondo. Ma anche la seconda miglior prestazione stagionale al mondo. Ovviamente, record italiano. E dire che Piero Codia era arrivato in finale con l’ottavo tempo di semifinale (52”02), dopo peraltro aver nuotato bene nelle batterie vincendo la propria serie in 51”59.

Piero Codia, ultimo tempo di qualificazione, la finale nell’ultima corsia a sinistra...

In semifinale non ho nuotato bene, ho sbagliato alcune cose. Ma magari è stata la mia fortuna. Così ho nuotato senza vedere gli altri. E senza che gli altri vedessero me.

Lei era arrivato in Scozia con l’obiettivo di...

...cercare di riuscire a salire sul podio. Terzo, magari secondo... Primo, medaglia d’oro, campione europeo: no, non ci credevo proprio.

Quando ci ha creduto?

Quando ho sentito l’inno nazionale, al momento delle premiazioni. Davvero è quello il momento in cui capisci di aver fatto qualcosa di grande. Capisci che sei il migliore!

Lei ha avuto una carriera che comunque ogni atleta sogna. Ma era sempre mancato l’acuto, il grande risultato. Ed eccolo a 28 anni.

È vero: tanti piazzamenti in carriera, non conto nemmeno le volte che sono arrivato quarto. Certo, anche tanti piazzamenti sul podio, ma mai il risultato grosso. Finalmente. Quest'oro è davvero un sogno meraviglioso.

Ed è un sogno tutto l’Europeo azzurro...

Ma non c’è nessun segreto: certo, la Federazione ci garantisce un ottimo supporto, ma credo che alla base ci sia il gran lavoro che ciascuno di noi svolge con i propri tecnici. E non c’è niente da fare: il lavoro paga sempre.

Al telefono da Glasgow la voce di Piero viene e va. È il momento di festeggiare, è giusto sia così. Ma il ragazzo ha già comunque avuto tempo di chiamare Trieste, di condividere con i suoi la magia di questo momento: «È stato davvero emozionante» confidano a casa Codia. Nel suo curriculum (un curriculum di livello assoluto: quattro medaglie agli Europei in vasca corta, delle quali due ori, cinque medaglie ai Giochi del Mediterraneo, delle quali due ori - l’ultimo quest’anno a Tarragona -, tre medaglie alle Universiadi) c’era già anche un oro europeo, ma in staffetta, Debrecen 2012. Questo, vinto bruciando il francese Mehdy Metella (51”24) e il britannico James Guy (51”42), ha tutto un altro sapore. Un

sapore che nessun triestino aveva mai provato, perché anche Nicola Cassio, è vero, aveva vinto due ori europei, ma anche lui in staffetta (Budapest 2006 ed Eindhoven 2008). Il primo triestino campione europeo di nuoto, un altro primato che porta Piero Codia nella storia. —



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