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Il triestino Maggiola migliore italiano agli Europei di specialità svoltisi a Timisoara 

Ha percorso oltre 242 chilometri in 24 ore L’avventura estrema di Enrico in azzurro

IL PERSONAGGIO TRIESTE Un esordio con la maglia azzurra da conservare nel cassetto dei ricordi più cari.Ai recenti Campionati Europei di 24h, svoltisi nella romena Timisoara, il triestino Enrico...

IL PERSONAGGIO

TRIESTE

Un esordio con la maglia azzurra da conservare nel cassetto dei ricordi più cari.

Ai recenti Campionati Europei di 24h, svoltisi nella romena Timisoara, il triestino Enrico Maggiola ha conquistato la 13.ma posizione, risultando il migliore tra gli atleti della pattuglia italiana offrendo in questo modo un contributo risultato decisivo nella conquista della settima posizione dell'Italia nella classifica a squadre. L'ultrarunner, portacolori della Podistica Fiamma Trieste, aveva staccato il pass per correre nella rassegna continentale dopo che lo scorso dicembre aveva stupito tutti gli addetti ai lavori stabilendo a Barcellona il nuovo record italiano delle 12 ore con 149,660km.

«È stata un'esperienza assolutamente entusiasmante e la mia prestazione personale non mi ha affatto sorpreso. Alla vigilia mi ero prefissato di superare i 220 chilometri nelle 24 ore, risultato che avevo raggiunto il 10 marzo scorso a Las Palmas, quando, essendo già certo della chiamata per partecipare all'avventura europea, avevo deciso di testarmi per la prima volta sulle 24 ore. E a Timisoara così è stato» racconta Enrico che ha concluso la sua fatica europea dopo aver percorso 242,391 km, numeri impressionanti per uno sforzo non solo fisico ma soprattutto mentale.

«Ciò che mi affascina maggiormente della corsa prolungata è il fatto che si riesca a vivere in una sorta di “bolla” lontano da ogni tipo di stress. I ritmi non forsennati mi aiutano a tenere alto il livello della concentrazione. A Timisoara, dove gareggiavamo su un circuito lungo 1200 metri, attorno al 200.mo chilometro sono stato costretto a calare il mio ritmo e a camminare per tre quarti di tornata, ma devo dire che poi mi sono subito ripreso completando la prova» continua l'atleta triestino che confida, sorridendo, come al termine della gara gli sono state somministrate tre flebo.

Ma come può essere venuto in mente a Enrico di cimentarsi una disciplina così massacrante? «Nel 2010 ero negli Stati Uniti, a Filadelfia per un dottorato in finanza, e giorno dopo giorno, ho iniziato a correre con continuità in un parco. Da lì è iniziato tutto: prima ho partecipato a molte maratone e poi ho provato a cimentarmi su prove di maggiore chilometraggio. Mi alleno facendo di media 30 chilometri al giorno e nelle cuffiette non ascolto musica ad alto volume ma podcast radiofonici o di conferenze a carattere economico. Diciamo che in questa maniera cerco di ottimizzare il mio tempo».

Spulciando nel lungo curriculum sportivo di Enrico l'occhio cade su quelle che sono le sedi delle sue gare: da Vienna a Stoccolma, da Nairobi a Taiwan, a Teheran. «Diciamo che in questa maniera posso cercare di unire quelle che sono le mie due grandi passioni: la corsa ed il viaggio» confida il consulente finanziario

di professione, che ha già ben prefissati i prossimi obiettivi: «La seconda parte della stagione sarà incentrata sull'avvicinamento alla “mitica” Spartathlon, competizione di 243 chilometri che condurrà gli atleti da Atene a Sparta il 28/29 settembre prossimi». —





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