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«Bentornata Trieste, magnifico esempio per tutto il mondo del basket italiano»

A un mese dalla promozione, Valerio Bianchini e Marco Bonamico commentano il ritorno della città nella massima serie

TRIESTE

La promozione nella massima serie, riconquistata a quattordici anni dal fallimento, non è passata inosservata tra gli addetti ai lavori. Trieste ritrova la serie A ma, soprattutto, il basket italiano ritrova una delle piazze più prestigiose nel panorama nazionale. A un mese di distanza dal successo al palaFerraris di Casale Monferrato, due personaggi che hanno fatto la storia della pallacanestro nazionale, Valerio Bianchini e Marco Bonamico, spiegano cosa rappresenta per loro una piazza come quella triestina.

«Fuori da ogni retorica - sottolinea Bianchini - sono felice perché il massimo campionato ritrova una grande del basket italiano. Da sempre, da quando il mitico Rubini forgiò a Milano il mito della Simmenthal, Trieste nel basket ha avuto un ruolo di primo piano. Lo dice la storia di una città che al di là dei cinque scudetti vinti dalla mitica Sgt, ha sempre dato tanto al nostro sport. La promozione dell'ultima stagione è la combinazione di tanti fattori - continua il “Vate” - che mescolati assieme hanno creato una miscela vincente. Società forte, squadra solida e costruita senza pecche, un palazzetto splendido riempito con costanza dalla passione di un pubblico che ha pochi eguali in Italia. Ecco, credo che Trieste possa rappresentare un esempio da seguire per quelle piazze che, ancora costrette al purgatorio della serie A2, mirano a conquistare la promozione. Vedere Treviso, Verona, la Fortitudo, Siena, costrette a guardare il basket che conta da una serie inferiore sembra un paradosso ma è la realtà di un basket che vorrebbe fare del professionismo usando i sistemi del dilettantismo».

Parole d'elogio anche da Marco Bonamico, recentemente tra i giocatori che a Cremona hanno festeggiato i 35 anni dell'oro conquistato dalla nazionale italiana a Nantes 1983. «In quell'occasione, parlando con due triestini come Alberto Tonut e Renzo Vecchiato, avevo sottolineato l'importanza e l'impatto che una eventuale promozione di Trieste avrebbe avuto non soltanto per la città ma direi per tutto il Nord-Est, un'area che storicamente ha dato tanto alla pallacanestro italiana e che, Venezia a parte, nelle ultime stagioni era andata un po' in crisi. Sono felice per Trieste, una città con la quale ho un buon feeling non fosse altro per il mio amore per la vela e, dunque, per la Barcolana. Credo che al di là della promozione, la cosa più importante che ha accompagnato il ritorno in serie A dell'Alma è stato il coinvolgimento totale di una città intera al fianco della sua

squadra di basket. I risultati vanno e vengono ma questo legame forte che si è creato nel tessuto cittadino è un patrimonio che garantisce il futuro e che non va disperso. Credo sia questo il merito maggiore che va riconosciuto alla proprietà Alma e a tutta la società». —



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