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«Alma, con Sanders hai un uomo-squadra Testa da play, tiro, rimbalzi e generosità»

Il nuovo esterno biancorosso raccontato da Ramondino, il coach che lo allenò a Veroli e lo ha voluto a Casale Monferrato

TRIESTE

«Jamarr Sanders? Posso dire che l'Alma ha firmato un gran bel giocatore».

Marco Ramondino, coach della Novipiù che nei play-off appena conclusi ha conteso a Trieste la promozione nella massima serie, descrive le caratteristiche del suo ex giocatore, che aveva già voluto cinque anni fa a Veroli. Sanders ha trascinato Casale Monferrato a un campionato da incorniciare: prima in stagione regolare nel girone Ovest della A2 e capace di arrivare fino alla finale contro Trieste. «Innanzitutto - sottolinea Ramondino - non stiamo parlando di un ragazzo ma di un uomo maturo che ha famiglia, moglie e figli. Una persona, dunque, molto equilibrata e per questo estremamente affidabile sia fuori dal campo che sul parquet».

Il tipo di giocatore ideale per il target cercato da Alma, società che sulle qualità umane dei suoi tesserati ha sempre scommesso per creare gruppi uniti e vincenti. «Da questo punto di vista - continua il coach irpino - Jamarr rappresenta una garanzia. Come giocatore, aldilà del ruolo che gli si vorrà cucire addosso, Sanders ha delle caratteristiche molto versatili. Tira, prende rimbalzi, difende ma la cosa che lo caratterizza è che indipendentemente dal ruolo lui ha la mentalità del play-maker».

Uomo squadra e profilo poliedrico. Le caratteristiche perfette per il tipo di gioco voluto da coach Dalmasson che sui giocatori capaci di interpretare più ruoli ha costruito le fortune di Trieste. «Sanders può portar palla, giostrare da guardia o ala piccola - ribadisce Ramondino - ma ripeto, al di là del ruolo, è un giocatore che ha grande piacere a passare la palla e a creare vantaggi per i compagni di squadra. Ci saranno partite in cui, nel tabellino finale, leggerete più assist che punti segnati. E questo non perchè Jamarr non abbia punti nelle mani o la capacità di andare a canestro ma proprio per questo suo modo di interpretare la pallacanestro».

Un uomo squadra a tutti gli effetti dunque, capace di mettere a disposizione dei compagni la sua versatilità. Da guardia con un ala piccola vicino, da ala piccola nel caso in cui la società dovesse decidere, come sembra, di accantonare la pista Green e andare su un altro tipo di giocatore.

Per quanto riguarda Ramondino, premiato in qualità di miglior allenatore dell'ultimo campionato di serie A2, nessuna novità per il futuro. Paradossale vedere un tecnico così preparato fermo ai nastri di partenza della nuova stagione. «In realtà- conclude- non c'è

nulla di strano. Cercavo una squadra che mi desse la possibilità di lavorare su un progetto, non si sono create le condizioni sufficienti. C'era stata una proposta come assistente a Milano, volevano ricreare all'Armani il modello Mens Sana poi l'idea è saltata». —





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