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Triestina, parte la stagione del Centenario ma il problema dei campi resta aperto

Rocco in cantiere per tutto agosto, Grezar non praticabile. La squadra deve allenarsi sull’erba, dovrà andare a Capodistria?

TRIESTE

Ricomincia l’avventura della Triestina. È una stagione speciale: il secondo campionato tra i professionisti, il terzo dell’era Biasin-Milanese e soprattutto un percorso che tra dicembre e febbraio celebrerà il centesimo compleanno dell’amata Unione. Un traguardo storico per qualunque sodalizio ma particolarmente sentito per un Club che nell’ultimo decennio è incappato in ben due fallimenti. La squadra è quasi fatta (mancano due-tre pedine), l’allenatore Pavanel è capace e stimolato, la società vuole arrivare ai play-off. Ma i problemi logistici che l’Unione deve affrontare sono sempre gli stessi.

Stamattina il gruppo si ritrova al Grezar per una serie di test atletici per poi trasferirsi al Rouna di Prosecco prima della partenza di domenica alla volta del ritiro di Piancavallo.

Il problema come ogni anno è dove si allenerà la squadra di Pavanel dal 26 luglio?

Quest’anno la Triestina giustamente vuole mettere a disposizione dell’allenatore, almeno nella fase di pre-campionato (meglio anche dopo) un campo in erba. Il passaggio repentino al sintetico può compromettere (ed è già successo in passato) non solo lo sviluppo tecnico degli allenamenti ma soprattutto le condizioni fisico-atletiche dei giocatori.

Il manto erboso del Grezar è impraticabile e un’eventuale semina necessita si almeno un mese di stop. Il Comune ha proposto, come promesso più volte, un contratto per un anno di utilizzo della zona verde alla Triestina che è pronta ad accollarsi tutti gli oneri di rifacimento e manutenzione del prato. Ma lo stop interesserebbe anche l’attività della Fidal, che mette l’impianto a disposizione per gli allenamenti delle discipline dei lanci. E non essendo disponibile il Draghicchio la Fidal stessa difende l’ attività delle sue società.

Insomma il Grezar, che peraltro può essere il campo di allenamento per chi giocherà l’Europeo under 21 la prossima estate (e ci sono 600 mila euro messi a disposizione dalla Uefa), non è e non sarà utilizzabile nei prossimi mesi a meno di un “colpo d’ala” del Comune che potrebbe imporre un blocco per esigenze straordinarie (ma magari lo farà a primavera).

Milanese dunque deve trovare una soluzione non facile. Una strada è chiedere (e anche qui le istituzioni potrebbero esercitare una moral suasion) la disponibilità a quelle poche società che hanno in concessione i campi d’erba oppure uscire dalla provincia o andare oltre confine. Gorizia o Capodistria sono due ipotesi concrete.

Il secondo problema, anche più spinoso, è che il Rocco resterà un cantiere aperto fino almeno a fine agosto. Nel triangolare di Coppa Italia di serie C (5,12 e 19 le date) un turno è casalingo e la richiesta di un’inversione

è difficilmente praticabile. Per la prima di campionato la Triestina chiederà di giocare fuori la prima ma in caso di ok è difficile che si possano ottenere deroghe ulteriori.

Insomma sul fronte organizzativo la partenza alabardata appare in salita. —



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