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Carra: «L’Alma ha spalle larghe per affontare la A»

L’ex capitano entrato nella “Hall of fame dei tifosi”: «Wright è un uomo di peso ma l’aspetto più importante è la solidità»

TRIESTE

«Non sono riuscito a farlo di persona perchè ero a Reggio Emilia proprio la domenica in cui i tifosi hanno organizzato la festa della curva Nord. Ma vorrei ringraziare tutti, di cuore, per la splendida coreografia di gara-uno contro Casale Monferrato. Essere ricordato tra coloro che hanno fatto la storia di Trieste è stato un grande onore, vedere il mio nome a fianco di Bodiroga, Gentile, Fucka e De Pol mi ha emozionato».



Capitano biancorosso nell'anno della promozione in serie A2, Marco Carra ha vissuto in prima persona il turbinio di sensazioni provate in questa stagione dall'Alma. La gioia di un obiettivo centrato, l'appagamento dell'abbraccio da parte di un'intera città, l'inevitabile smembramento di un gruppo che, sull'altare di una categoria superiore, si è giocoforza sacrificato prendendo strade diverse. E' successo alla fine di quel campionato, quando i tifosi salutarono protagonisti indimenticabili come Moruzzi, Zaccariello e Ferraro, succede anche oggi con i sofferti addii a Prandin, Baldasso, Loschi e Mussini. «E' il rovescio della medaglia di ogni promozione- sottolinea Carra- e quest'anno, complice il passaggio nella massima serie, la "tassa" da pagare è ancora più salata. In serie A il salto fisico è davvero enorme, bisogna guardare alle difficoltà del campionato».



Trieste sta provando, comunque, a mantenere una sua identità. Le conferme di Fernandez, Cavaliero e Da Ros con il supporto di Janelidze, Cittadini e forse, capitan Coronica, danno al lavoro dell'Alma una sorta di continuità nel lavoro. «Il contorno è senza dubbio di valore perchè le conferme riguardano giocatori di serie A. Cavaliero e Cittadini tornano in una categoria che conoscono bene, seppur con impiego e minutaggio diverso, chi come Fernandez o Da Ros non ci ha mai giocato lo ha fatto per scelta o, magari, per mancanza di opportunità. Credo ci sia la possibilità di costruire una buona squadra, tanto dipenderà dalla scelta degli stranieri".



In questo senso, per ora, l'unico movimento in casa Alma riguarda Chris Wright. Play-maker, proveniente da Reggio Emilia. Identikit che ricorda da vicino quelle con cui Marco Carra si presentò a Trieste. «Devo ammettere che pur giocando a Reggio non lo conosco più di tanto. Lo scorso anno non ho seguito tantissimo la serie A, ho preferito concentrarmi sul campionato dell'Alma. Conto di rifarmi quest'anno- continua- confidando sulla possibilità di costruire una buona squadra. E' fuori discussione che l'arrivo di Alma ha cambiato il destino del basket a Trieste. I soldi non sono tutto, certo, ma per poter inseguire certi risultati bisogna avere alle spalle una società solida. E in questo senso l'impegno garantito dal presidente Scavone è di vitale importanza».



Poteva entrare anche lui nella grande

famiglia della pallacanestro Trieste. «Parte degli associati aveva pensato a me- conclude Marco- e io avevo raccolto l'invito e accettato di dare una mano perchè la richiesta arrivava da persone di cui mi fido. Non è andata, alla fine è stata fatta una scelta diversa». —



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