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Filloy: «Spero che il pubblico possa spingere anche l’Italia»

L’ex Trieste ora in azzurro: «Qui ho ricordi bellissimi e sono felice che l’Alma sia tornata nella serie A. Spero che i tifosi abbiano ancora un po’ di energie per noi»

TRIESTE. «Ho seguito i play-off dell'Alma e ho apprezzato il calore dei tifosi e di un palazzetto che ha spinto Trieste alla promozione. Contro la Croazia giochiamo una partita importante nel cammino dell'Italia verso i mondiali: spero che ai triestini sia rimasta un po’ di energia da spendere e che vengano a fare il tifo anche per noi».

Ariel Filloy, ex della pallacanestro Trieste nella prima stagione in Legadue, campionato 2012/2013, presenta così la sfida che giovedì prossimo vedrà gli azzurri ospitare la Croazia nel penultimo incontro del girone di qualificazione ai mondiali di Cina 2019. Avversaria tosta che Filloy, argentino di nascita e tifoso dell'Albiceleste, affronta con spirito di rivalsa dopo lo 0-3 che rischia di estromettere la formazione di Messi dai mondiali di Russia. «Abbiamo giocato proprio male- sottolinea Ariel sono tifoso dell'Argentina e mi dispiace ma la partita di giovedì prossimo è ovviamente tutta un'altra cosa». Partita che rappresenta una sorta di ultima spiaggia per i croati dopo la partenza di un girone che li vede a rischio eliminazione. «Loro hanno sicuramente più pressione perchè, vista la classifica, possono solo vincere. Hanno richiamato tutti i giocatori più forti e si presenteranno a Trieste al completo. Per noi, senza dubbio, uno stimolo in più. Ma non dobbiamo metterci a pensare troppo- sottolinea Filloy- dobbiamo continuare a giocare come stiamo facendo cercando di divertirci e di esprimere il nostro tipo di pallacanestro». Basket redditizio che ha permesso all'Italia di compiere percorso netto in queste prime quattro giornate del girone di qualificazione. Gli azzurri, a Trieste, cercheranno di restare imbattuti contando sulla spinta di un pubblico che, come ha sottolineato FIlloy, sa essere un fattore importante. Un aspetto che Ariel ha toccato con mano avendo disputato una stagione in biancorosso. Per lui, tornare in città e sul parquet del palaTrieste è stato come riaprire l'album dei ricordi. «Belle sensazioni- ci conferma- in questi giorni ho passeggiato in città e ho avuto piacevoli flash back. E' cambiato qualcosa, alcuni negozi o locali non li ho ritrovati per il resto ho trovato la Trieste che avevo lasciato». Parlando di basket il ricordo è senza dubbio dolce. «Grande stagione fino a gennaio con la squadra al completo e una classifica che ci aveva visti tra i protagonisti del campionato. Poi, con la partenza di Brandon Brown e Jobey Thomas, i risultati cambiarono anche se ci togliemmo comunque belle soddisfazioni». Da allora a oggi, grazie alla solidità di Alma, le cose sono cambiate. «Trieste nella massima serie è una bella storia- conclude

Filloy- è una piazza che merita e che mancava alla serie A. Le differenze tra serie A e serie A2? Direi di natura fisica e atletica. C'è molta più velocità nell'esecuzione di tiro e passaggio però giocando a basket puoi sopperire a questo gap».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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