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Ci pensa Coutinho a salvare un Brasilinho Ma che paura per 91’

Costa Rica cade solo nel recupero, Neymar raddoppia al 96’ E ora per la Selecão gli ottavi di finale sono davvero a un passo

Quando vedi un omone di 56 anni che scatta dalla panchina, cade, viene travolto e si alza sorridente come un bambino al quale hanno regalato la playstation, capisci tutto di Brasile-Costa Rica. Perché quell’omone è Adenor Leonardo Bacchi, detto Tite, il ct del Brasile. E quella scena così goffa va in scena al minuto 91’, quando ormai la Selecão sembra destinata a un nuovo pareggio, a un nuovo processo e magari a una nuova eliminazione.

Poi, d’improvviso, ecco la stoccata di Coutinho. Un colpo di punta, in anticipo, che va ad infilarsi proprio sotto le gambe di Navas, ricacciando nell’armadio un plotone di fantasmi. In chiusura, al 96’ arriverà anche il 2-0 di Neymar rendendo sin troppo pesante la sconfitta per il povero Costa Rica che adesso è già sicuro di tornare a casa.

Ha sofferto il Brasile. Tanto. Troppo. Una squadra così completa in ogni reparto doveva affrontare in altro modo questa partita. Invece Paulinho e compagni sono sembrati spesso lenti, involuti in un giro palla senza profondità, che si spegneva quasi sempre al limite dell’area.

Così col passare dei minuti anche Neymar ha finito per intestardirsi, cercare forzature e sbagliare pure un paio di gol non da lui. Per la verità a un quarto d’ora dalla fine si era pure procurato un mezzo rigore che prima l’arbitro ha concesso e poi ha annullato dopo aver consultato la Var, valutando leggera e non fallosa la trattenuta di Giancarlo González. Alla fine il timbro personale è arrivato ma se il Brasile vuole arrivare in finale, Neymar dovrà cambiare registro.

E forse al Brasile servirà anche un Tite un po’ più sveglio, perché non si può lasciare in panchina questo Douglas Costa. Non è un caso che lo juventino, entrato nella ripresa al posto di Willian, abbia messo lo zampino in entrambi i gol del Brasile. Così come Firmino al momento sembra più affidabile di Gabriel

Jesus.

Così dalla lacrime di Messi si è passati a quelle di Neymar, inginocchiato al fischio finale quasi a ringraziare il cielo. Il Brasile incassa tre punti ma non può ancora brindare: dovrà almeno pareggiare all’ultima giornata contro la Serbia.



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