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Spagna e Portogallo ancora a braccetto ma l’Iran non è fuori

Solo un tocco fortunato premia Diego Costa e l’undici di Hierro Marocco eliminato da CR7 che ora non deve perdere l’ultima

Solo la fortuna smonta dopo quasi un’ora l’alleanza trasversale tra Cristiano e il calcio degli ayatollah contro l’Armada Invencible, secondo quello che si auguravano in Spagna prima dell’inizio di questo Mondiale. E in effetti la squadra affidata a Fernando Hierro a poche ore dalla campagna di Russia non ha ancora perso, ma ha fatto una fatica del diavolo a vincere ieri sera con l’Iran per mettersi alla pari del Portogallo che ora, a sua volta, nell’ultima puntata del girone B, dovrà guardarsi proprio dall’Iran per centrare la qualificazione.

Tutti argomenti buoni per l’ultimo round. Per il momento la Spagna soffre e il Portogallo se la gode, seppur senza esibire giocate degne del caveau del grande football, anzi si aggrappa di nuovo a CR7 per battere il Marocco. Tre gol agli “amici” spagnoli, uno a Benatia, capitano marocchino con il quale fa rivivere sequenze già vissute durante la stagione Real-Juve.

Stavolta Ronaldo è essenziale. Spietato e calcolatore al Luzhniki di Mosca. Dopo 4 minuti taglia in due la difesa magrebina su un calcio d’angolo battuto dalla destra: il “vecchio nemico” Benatia viene risucchiato verso il pallone, Da Costa – cognome lusitano, casacca marocchina – lascia il fenomeno da solo e insaccare di testa alle spalle di El Kajoui è un gioco da ragazzi. Campione d’Europa col Portogallo nel 2016, due volte con la Champions tra le mani negli anni successivi, ora CR7 accarezza l’idea di diventare il protagonista del Mondiale, del quale per il momento è di nuovo – momentaneamente – capocannoniere. Per uno che, come ha confessato l’ex compagno di squadra, ai tempi di Manchester, Patrice Evrà, è un manico della cultura fisica, della sana alimentazione – «mangia solo insalatina e pollo, non accettate un suo invito a cena» – e della vittoria a tutti i costi, sarebbe il modo giusto per consacrare la sua carriera. Per questo ieri, dopo il “golletto” al Marocco, si è risparmiato pensando al futuro, mentre il Portogallo ha ballato un po’ troppo in difesa, tanto da dover ringraziare l’arbitro Usa Geiger che dopo mezz’ora sorvola su un fallo da rigore di Fonte su Boutaib.

Più fortunata la Spagna a Kazan. Per un tempo resta inchiodata sullo 0-0 con l’Iran: per sbloccarla ci vuole una carambola, un rinvio di un difensore iraniano sul ginocchio del bomber Diego Costa. Uno a zero. Prima “botta”. La seconda arriva grazie al Var che annulla il gol del pareggio

per fuorigioco: c’era, tra decine di teste non è spagnola quella che allunga il pallone verso Ezatolahi. Vince anche la Spagna dopo il Portogallo. Il Marocco è già fuori, l’Iran no, ma adesso non può più allearsi con Cristiano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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