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Pallamano Trieste, appelli inascoltati: il futuro è in bilico

Lunedì scade il termine per l’iscrizione al campionato d’Elite. Servono sessantamila euro per affrontare la stagione 

TRIESTE Il termine ultimo per l'iscrizione, lunedì 25 giugno, si sta pericolosamente avvicinando. Per la Pallamano Trieste la possibilità di una rinuncia al massimo campionato sta diventando, giorno dopo giorno, sempre più concreta. Impegni assunti, mezze promesse, attestazioni di stima che prima o poi si tramuteranno in qualcosa di concreto: dal termine del campionato a oggi nulla è successo.

Venticinque anni di Principe hanno retto la società quantomeno al vertice, adesso bisogna ricostruire e ripartire da zero. Le basi ci sono, in una società che tra settore giovanile e impegno nelle scuole mobilita almeno un migliaio di ragazzi.

L'impegno paga se è vero che anche in questa stagione ha consentito al tecnico Oveglia di promuovere in prima squadra i giovani del vivaio ma l'impegno, da solo, non basta. Tra iscrizione, tasse gara e costi per le trasferte, in una serie A che quest'anno torna al girone unico, servono sessanta mila euro. Costi fissi ai quali vanno aggiunti poi quelli che servirebbero per fare mercato e costruire la squadra della prossima stagione.

CONSORZIO: al termine del campionato e a due anni dal cinquantesimo anniversario della società, la Pallamano Trieste aveva provato a lanciare l'idea di un consorzio in grado di sostenerla. Diciotto aziende per andare a caccia del diciottesimo scudetto, lo slogan che aveva, almeno sulla carta, raccolto i favori della piazza. Da quell'idea si era partiti, con la speranza di poter rinverdire i fasti del passato e tornare a recitare quel ruolo da protagonista che la Trieste della pallamano ha sempre recitato. Si sono mossi i tifosi vecchi e nuovi, hanno espresso il loro sostegno anche i giocatori di maggior prestigio che nel passato hanno vestito la maglia biancorossa. Da Massotti e Ricci Schmidt, nelle settimane scorse, sono arrivati messaggi chiari. Il campionato italiano ha bisogno di Trieste. Appelli, al momento del tutto inascoltati.

FUTURO: La società ha provato a coinvolgere anche le aziende triestine che gravitano attorno al mondo del basket. Nessuna risposta. Nei prossimi giorni, il presidente Lo Duca e il tecnico Giorgio Oveglia dovranno tirare le somme di queste settimane di frenetica rincorsa e prendere una decisione. A oggi non c'è molto da considerare: se qualcosa non cambia nelle prossime ore la decisione della società

appare scontata. La rinuncia al campionato d'Elite e l'autoretrocessione in serie A2 sarebbe una sconfitta per la società e per tutta la città. Ma bisogna guardare in faccia la realtà e capire che contro i mulini a vento, a volte, è inutile combattere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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