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Ecco lo Zoncolan la tappa spettacolo

Aru: «Sarà una giornata importante, la salita è leggendaria» Ma tutto il percorso di tappa si annuncia molto impegnativo

TRIESTE. La prima volta fu nel 2003: primo, Gilberto Simoni. Poi, nel 2007, il debutto dell’ascesa da Ovaro: primo ancora lui, Gibo. Nel 2010, la vittoria di Ivan Basso. Nel 2011 di Igor Anton. Nel 2014, di Michael Rogers. Chi aggiungerà il suo nome a questo prestigiosissimo albo d’oro?

I protagonisti La maglia rosa Simon Yates: «Vorrei arrivare da solo». Fabio Aru: «Sarà una giornata importante: è una salita leggendaria». Davide Formolo: «Il Giro inizia sullo Zoncolan». Loro, i protagonisti, hanno già acceso le polveri, lo Zoncolan è la grande occasione per dare battaglia, per mettere le cose in chiaro in vista dell’ultima settimana di corsa rosa. Yates (primo nella generale) contro Dumoulin (secondo a 47”), ma non solo. Pozzovivo (quarto a 1’18”) per confermare un Giro comunque sin qui davvero importante. Aru (decimo a 3’10”) per urlare forte: «Io ci sono». Froome (12.mo a 3’20”) per non scivolare definitivamente nell’anonimato di una corsa fin qui per lui deludente. La corsa è pronta a infiammarsi. Anche perché questa non è una tappa banale: «Se penso allo Zoncolan, mi viene in mente la parola leggenda. Chi vince lì entra nella leggenda del Giro d'Italia» diceva ieri pomeriggio Fabio Aru subito dopo l’arrivo di Nervesa della Battaglia. Aggiungendo: «E io ho ancora più stimoli che mi inducono a dare tutto: sullo Zoncolan voglio offrire una bella prestazione. Sarà un test importante per tutti gli uomini di classifica. Su quelle pendenze non ci si può certo nascondere».

Non solo il Kaiser Partenza da San Vito al Tagliamento, e fino a San Daniele tutto tranquillo. Ma poi ecco subito Muris di Ragogna, primi 2.5 km sempre oltre il 10% fino al 16%, e più tardi, dopo Villa Santina, la più dolce salita di Avaglio. In seguito si percorre la strada per Paularo dove si valica il passo Duron, salita breve ma con tratti attorno al 18%. Dopo la discesa su Sutrio si sale a Ravascletto, con la sua Sella Valcalda, e si scende a Ovaro dove inizia la salita finale, lo Zoncolan: 10 km al 12% di media con punte del 22%. All’uscita della terza e ultima galleria, gli ultimi 500 metri all’11% di media con pendenze fino al 16% al tornante ai 250 m dall’arrivo. Da morire lì.

Il Maracanà del ciclismo Il pubblico era già numerosissimo sullo Zoncolan, ieri. «Tutto è pronto. Abbiamo lavorato in maniera veramente dura, ancor più dura che in passato: ora speriamo che il tempo ci dia una mano» commentava il patron della tappa Enzo Cainero ieri pomeriggio. A lui il merito assoluto di aver inventato al ciclismo una salita che è diventata in brevissimo tempo un mito (e di aver indicato una strada importante anche all’economia di tutta la Carnia). Già, il tempo: «Sui monti

variabile con tempo migliore al mattino. Dal pomeriggio aumento della nuvolosità con la possibilità di qualche rovescio o temporale» prevedeva ieri l’Osmer Arpa Fvg. E temperature non superiori ai 10 gradi. Ma il divertimento è comunque assicurato.

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