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«Unione, un anno positivo Ora una squadra da vertice»

La delusione per le ultime prestazioni non ha intaccato la fiducia nella società: «Il progetto di Milanese e Biasin è serio ma aspettiamo un salto di qualità in campo»

TRIESTE . Un po’ di delusione per il finale di campionato c’è, ma il mancato approdo ai play-off non è certo un dramma e la stagione è comunque positiva. E se qualche giocatore ha deluso, la società ha rispettato in pieno i suoi impegni. Questo il pensiero dei tifosi alabardati, almeno a sentire alcuni rappresentanti dei club. «L’aspettativa dei playoff ci dava un po’ di adrenalina - spiega Sergio Marassi, presidente del Centro di coordinamento - ma era chiaro che vincendo una sola su 28 squadre era improponibile arrivare in fondo. Un paio di partite in più sarebbero state una soddisfazione, ma non casca il mondo. L’importante è che la società continui ad organizzarsi bene e visto che all’inizio aveva detto che la salvezza era l’obiettivo principale, raggiunta quella va bene, senza fare drammi o polemiche. Ora bisogna pensare a costruire una bella squadra abbia delle aspirazioni, senza per forza imporre obiettivi precisi. E non butterei via tutta la squadra di quest’anno, più di qualcuno merita di restare nella rosa, magari non da titolare. Così si può costruire su certe basi, se si fanno invece rivoluzioni è difficile ricostruire l’amalgama in poco tempo. Permettetemi poi un pensiero per Princivalli: ho sentito polemiche nei suoi confronti che non sono giuste e non mi trovano d’accordo. Bisogna capirlo, Milanese gli ha dato la possibilità di allenare la prima squadra, era legittimo che la prendesse al volo». Addirittura quasi sollevato dai mancati play-off Franco Perentin, presidente del Triestina Club Bar Junior: «Io penso non ci siano stati tutti questi sforzi per arrivare decimi, e per quanto mi riguarda, visto il sistema che premia una sola squadra, credo che sarebbe stato deleterio parteciparvi. Per far cosa? Altre trasferte? Sarebbero stati solamente altri costi senza incassi o speranze di traguardo finale. So che tanti sono arrabbiati, e in effetti il finale è stato brutto, ma sperare in una promozione era un’utopia. La Triestina ha promesso la salvezza come primo anno e l’ha ottenuta. Spero il prossimo anno in una squadra forte che punti al primo posto, perché se resta questo sistema è dura andarci con i play-off. Al massimo che arrivi seconda o terza, in modo da entrarci più avanti». Elogia la società anche Michele Bertocchi, presidente del T.C. Bar Capriccio: «Quello di Biasin e Milanese è un progetto credibile, serio e trasparente, finora hanno rispettato i programmi annunciati, per questo io sono stracontento della società, che ha anche dimostrato di fare ottimi acquisti come Coletti e Lambrughi, che saranno fondamentali il prossimo anno. Sui giocatori un applauso ai giovani, che in certe circostanze sembravano i veterani, penso a Libutti, Pizzul, Codromaz, lo stesso Boccanera, che si sono distinti per serietà e professionalità. Resta il rammarico dei playoff, spiace perché come club li abbiamo seguiti ovunque, purtroppo nell’ultimo mese c’è stato un black-out nella testa dei giocatori e soprattutto Salò è stata una grande delusione. Però ho tanto entusiasmo per il prossimo campionato: Milanese è un vincente e con Biasin il futuro è roseo». Più o meno sulla stessa linea, ma con qualche riserva, Tullio Bonazza, del T.C. Nereo Rocco: «Io sono soddisfatto per come è andata la stagione, la delusione finale è logica perché con la qualità di questi giocatori si poteva fare qualcosa in più, ma alla fine il bilancio è positivo. Ringraziamo ancora Milanese per cosa ha fatto, ora però basta con

i grazie e nessun sconto: da adesso lo si giudicherà per quanto verrà fatto in campo. Mi aspetto una squadra che lotta per il vertice, visto il centenario e le aspettative trasmesse dallo stesso Milanese: lui vuole puntare in alto, figuriamoci se noi tifosi non gli andiamo dietro».

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