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Tifosi troppo “caldi” la polizia seda la rissa Pienone, calore e sfottò

Provocazioni e striscioni “velenosi”, bandierine e coreografie impressionanti. Ma alla fine i supplementari sfiniscono tutti

TRIESTE. Impressionante il muro biancorosso a un’ora dall’inizio del match. Settemila? A occhio molti di più. Perché, davvero, guardando gli spalti da bordo campo si ha l’impressione che non passi uno spillo. Settore ospiti praticamente al completo, con i tifosi del settore D che neppure arrivati cercano già la rissa. Atteggiamenti provocatori che trovano, su sponda triestina, terreno fertile. Si arriva alle mani e arrivano, finalmente, anche le forze dell’ordine che placano gli animi più accesi e ristabiliscono l’ordine.

Presentazione della squadra all’americana. Il cubone fa la sua parte, al resto ci pensa il popolo dell’Alma Arena scandendo, a gran voce, i nomi dei giocatori. Inno nazionale, poi spazio alla coreografia con la Curva Nord che presenta il nuovo, enorme striscione e il resto del pubblico a completare la scenografia sventolando le bandierine biancorosse in tutti gli altri settori del palazzo.

Tifo clamoroso in un palazzo bollente nel quale si respira entusiasmo e passione. La palla a due scatena le due curve, vicine ai giocatori. Quando canta, l’Alma Arena fa davvero paura. Udine gioca una gran partita e sono bravi i giocatori di Lino Lardo a non farsi condizionare dal clima arroventato di un palazzo calatosi già nel clima play-off.

Secondo tempo, e compaiono i primi striscioni. “Volevamo infierire nella giusta misura ma ci ha già pensato madre natura”, il primo esposto dai tifosi della Curva Nord. Poco carino, senza dubbio. Il secondo, più pungente, a riprendere le dichiarazioni del presidente Pedone che sottolineava come, insieme, Trieste e Udine portassero al palazzo più di diecimila persone. “I vostri sold out sono i nostri abbonati, inchinatevi al

capoluogo eterni complessati”. I supplementari sfiniscono le tifoserie. Alla fine festeggia Udine che canta, giustamente, la sua felicità mentre i tifosi dell’Alma (qualcuno ingenerosamente lascia prima il palazzo) applaudono comunque la loro squadra.

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