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Il Rocco c’è, ma la Triestina non fa il salto

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Il Rocco c’è, ma la Triestina non fa il salto

Due punti nel doppio turno casalingo sono ancora una volta un raccolto troppo misero in linea con il trend stagionale. Il Vicenza ha messo a nudo i limiti dell’Unione

TRIESTE . Ma cosa manca a questa Triestina per fare il salto che la proietterebbe nelle zone alte della classifica? Manca la capacità di cogliere con maggior frequenza i tre punti anche se per farlo si rischia di perdere. Questo è il pensiero dello staff tecnico e della dirigenza. Tanto un punticino nel calcio moderno serve a poco, dicono. E manca anche soprattutto la vittoria in casa. Anche perché, come ha dimostrato il derby con il Vicenza, la città risponde alla sua squadra del cuore ogni qualvolta si alza la posta in palio. Togliendo i mille vicentini, nella gara di domenica dopo tante partite con gli spalti quasi disertati, si è tornati come afflusso di pubblico al primo match con la Reggiana. La disdetta è che ogni qualvolta la Triestina è chiamata ad accendere il fuoco dell’entusiasmo non riesce a far scoccare la scintilla. Come ha detto con onestà anche estrema Stefano Lotti nel dopo partita stavolta è mancato un po’ di coraggio nel primo tempo. Però quella vivacità si è vista nel secondo tempo e soprattutto nelle partite con Albinoleffe e con il Bassano. E anche la cattiveria, soprattutto dopo l’inserimento di Lambrughi e Coletti (che sotto questo aspetto ha fatto bene anche a Porcari e Bracaletti), non manca. Entrate decise, qualche falletto tattico, le spintarelle adesso ci sono a differenza di quanto accadeva un paio di mesi fa. Al Rocco si è visto che all’Unione manca proprio quello che ha messo in campo il Vicenza. Esperienza, fisicità, attaccanti prestanti e rognosi che sanno pensare anche a subire il fallo prima ancora di andare in porta. L’Unione compensa in parte questo gap con la manovra ma i fatti dimostrano che questo non basta per vincere molte partite in terza serie. Se la difesa ha trovato un equilibrio la fase d’attacco non può che zoppicare quando Mensah viene bloccato e non ha ancora l’esperienza per trovare soluzioni alternative alla sua straripante velocità. In assenza di Petrella e con Arma che spesso lavora a distanza dall’area le alternative sono poche. Il centrocampo a tre non ha molti spazi per l’inserimento e il solo Bracaletti ha le caratteristiche tecniche che gli consentono di essere talvolta efficace anche nella conclusione. Insomma non c’è da stupirsi se con due buone prestazioni casalinghe gli alabardati abbiano raccolto appena due punticini. In un anno di transizione l’importante è costruire la mentalità vincente (non solo la voglia di vincere), ma la mentalità vincente si costruisce anche vincendo. E cementando così il rapporto con un pubblico tanto generoso quanto esigente. La serenità che traspare comunque da tutto l’ambiente non può che giovare alla crescita di una squadra

che a otto gare dalla fine della regular season ha come obiettivo il raggiungimento dei play-off (non è scontato se non si recuperano in trasferta i punti lasciati al Rocco) per poi fare esperienza appunto nell’appendice della stagione. E poi le sorprese potrebbero anche arrivare.

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