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TRIESTINA

In seimila al Rocco, pari nel derby

L'attesa partita con il Vicenza finsice 0-0

TRIESTE Era cominciata con il muro umano della curva a srotolare la coreografia con il Faro della vittoria. È finita con gli alabardati a salutare e a ringraziare i loro supporters. Come ogni partita, ma il saluto di ieri vale di più. Perché l’unica vittoria è stata quella della Furlan, l’unico Faro quello dei seimila accorsi al Rocco a ribadire, se mai ce ne fosse stato bisogno, quale sia l’attaccamento della città alla sua squadra. Come spesso è capitato da queste parti, i più contenti a tornarsene a casa sono i quasi mille vicentini con il punto che la loro squadra ha dimostrato sul campo di volere. Tanto rumore attorno per un derby sentito e che mancava nei tornei importanti da otto anni, molto meno sull’erba inzuppata e malconcia del Rocco.

Triestina-Vicenza, la splendida coreografia della curva Furlan La splendida coreografia allestita della curva Furlan con il Faro della Vittoria. Al Rocco per Triestina-Vicenza c'erano quasi seimila spettatori. Il derby è finito 0 a 0 (Lasorte) L'articolo sul match

Uno 0-0 tutto sommato equo nonostante l’Unione abbia tenuto in mano il gioco e abbia cercato con più foga nella ripresa di infilzare l’avversario. Ma il Vicenza di Zanini, che prima del crac societario ormai consueto nel Belpaese era complesso costruito per la promozione, ha dimostrato tutta la sua compattezza. Fisicità, esperienza e lucidità sono stati gli elementi contro i quali è andata a sbattere la Triestina.

Manovriera quanto si vuole ma anche leggera così come è stata costruita nonostante i rinforzi Coletti e Lambrughi. Unione tanto in difficoltà contro l’arcigna difesa biancorossa da non riuscire stavolta a impensierire mai il portiere Valentini. Tutta un’altra musica rispetto al risultato in bianco di nove giorni fa con il Bassano. In quel match erano fioccate le occasioni mal sfruttate da tutti gli alabardati. Altra musica ieri anche perché l’avversario ha neutralizzato senza troppi affanni i tentativi dei ragazzi guidati da Stefano Lotti in panchina e da Nicola Princivalli punito in tribuna. L’ex Nicola Zanini, uno che maramaldeggiava nella Triestina di Ezio Rossi in B, è stato bravo a imbavagliare la verve di Mensah a sinistra.

Anzi più bravo di lui è stato Malomo che, assieme ai compagni, ha fermato con le buone e con le cattive la punta esterna della Triestina. E se Davis, che peraltro si è anche disunito nel corso della partita per la pressione, non crea superiorità numerica è evidente che il potenziale offensivo alabardato si dimezza. Una mossa azzeccata dunque quella vicentina e rafforzata da un centrocampo molto attento e laborioso. La storia della partita non offre impennate. Codromaz viene confermato al posto di El Hasni mentre Petrella, come previsto di siede in panchina. La destra va a Bariti mentre Coletti dirige la banda. Nei primi 45’ le squadre battagliano prevalentemente a centrocampo e l’unico brivido lo dà un’uscita sgangherata di Boccanera. Gli ospiti tengono bene palla sulla tre quarti grazie al lavoro delle punte Ferrarri e Comi.

L’Unione non riesce a fare altrettanto anche se cerca la percussione a destra con Bariti e Libutti. Nella seconda parte della gara, come era successo con l’Albinoleffe e con il Bassano, gli alabardati si gettano in avanti scaldando il pubblico. Ma nonostante la generosità il ritmo più alto infastidisce solo a tratti gli ospiti. L’unico episodio vede Valentini portare via palla a Bracaletti pronto a stoccare al 24’, e Boccanegra poco dopo a ciccare una palla con conseguente brivido per tutti. La girandola di cambi non modifica la situazione nè l’ingresso di Petrella. Stavolta il mini-bomber non fa il miracolo. Anche perché non ha una palla giocabile. Il derby finisce così. Niente danni, tanta generosità ma zero entusiasmo per chi torna a casa.

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