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Aquaro: «Pronti per il salto»

Il difensore della Triestina: «Ci manca qualcosa ma nessuno ci ha messo sotto»

TRIESTE . La sera dello scorso 23 ottobre, a Vicenza, la Triestina sfoderò una delle migliori prove dell’anno sbancando il Menti anche grazie a una gagliarda prova di Beppe Aquaro. Ma la stagione del capitano, a parte una breve parentesi a Padova, si è interrotta praticamente lì per l’infortunio al ginocchio. Adesso Aquaro da un paio di partite è convocato e domenica al Rocco arriva proprio il Vicenza (inizio ore 16.30, arbitra Nicoletti di Catanzaro), per cui il ricordo non può che andare alla sfida di ottobre.

Aquaro, cosa le viene in mente pensando a quella sera al Menti?

«Fu una grande partita, che probabilmente ci fece davvero capire quanto valiamo: da lì in poi abbiamo fatto parecchie buone cose. Anche per me fu una gran partita, poi purtroppo negli ultimi minuti successe quello che non doveva succedere. Comunque in un mese e mezzo me la sarei cavata, se non fosse stato per l’episodio di Padova».

Quel quarto d’ora all’Euganeo l’ha pagato caro...

«Lì mi sono rovinato e quella circostanza ha complicato tutto allungando i tempi. Ma col senno di poi è facile. Mi servirà da lezione, anche a questa età non si smette mai di imparare. E di certo un recupero non va mai affrettato».

Ora il problema è risolto? E la condizione com’è?

«Con il ginocchio va bene, naturalmente la condizione fisica non è al top perché ti puoi allenare quanto vuoi, ma quella viene solo giocando varie partite. Che dire, questa stagione è andata così, ma c’è tempo, cerco di entrare in forma per poter dare una mano alla squadra in questa seconda parte di stagione».

Del resto è difficile subentrare in una difesa che gira bene, vero?

«Son d’accordo. la difesa sta facendo molto bene. Da parte mia, è giusto che mi metta a disposizione dell’allenatore. So che dicono tutti così, ma è la verità. Sapendo che quando sto davvero bene posso cercare di riprendermi il posto».

Quanto è migliorata la Triestina con gli innesti di gennaio? «Molto. Tecnicamente e tatticamente, Lambrughi e Coletti danno una grande mano. E sono importanti a livello di spogliatoio, c’è tanta esperienza in più che poi viene portata anche in partita».

Che partita prevede col Vicenza?

«Sono partite che si preparano da sole: con tutto il rispetto per le altre squadre, giochi contro il Vicenza, e sappiamo quanto i tifosi ci tengono. Certe partite bisogna giocarle anche per questo, per dare gloria e soddisfazioni ai tifosi. E bisogna giocare per vincerle».

La Triestina gioca bene, ma quanti rimpianti...

«Sì, non ci ha messo sotto mai nessuno, però se siamo ancora sesti o settimi ci sarà un motivo. Non so il perché non abbiamo fatto ancora quel salto di qualità che ci permette di lottare per i primi due-tre posti, se dipende dall’inesperienza, dalla mentalità, dalla cattiveria sotto porta, dalla fortuna o da qualche errore arbitrale. Ma non ci sono alibi. La partita col Bassano è sintomatica:

una delle migliori giocate al Rocco, tante occasioni, ma se non si riesce ad andare in vantaggio e a mettere definitivamente sotto l’avversario, è anche un demerito nostro. Speriamo di trovare quel qualcosa che manca in questo finale e potremo toglierci delle belle soddisfazioni».

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