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Principe, i “gemelli” del gol

Udovicic e Crespo Diego sono la strana coppia che esalta i biancorossi

TRIESTE. Ha un curioso accento italo- croato-spagnolo la nuova coppia di terzini della Principe. Sono i gemelli del gol biancorossi, un duo che sta trascinando Trieste in una stagione finora decisamente positiva. Il terzo posto nel corso della prima fase, il buon inizio nella poule promozione che garantirà alle prime tre formazioni della classifica l'accesso al girone unico della prossima stagione.

Sono Erik Udovicic e Sergio Crespo Diego, nati a un mese di distanza. Il primo il 22 settembre, il secondo il 23 agosto del 1995. Si trovano a memoria sul campo, hanno cementato la loro amicizia vivendo assieme in questa avventura sotto l'ombra di San Giusto.

«Viviamo anche troppo assieme - sottolinea scherzando Sergio Crespo Diego - dalla mattina alla sera, dal pranzo alla cena, università compresa. Sono stufo: vedo Erik più della mia ragazza». Udovicic ascolta, sorride e annuisce. Sarà per questo feeling che si è creato fuori dal campo che poi, sul parquet, la coppia non scoppia. «Un pregio di Sergio?» Udovicic ci pensa e risponde. «Credo che la sua velocità e la sua capacità di giocare in uno contro uno siano le qualità che più apprezzo. Pensavo di essere bravo a puntare l'uomo e andare verso la porta. Da quando l'ho visto giocare ho capito che posso e devo migliorare».

Complimento che Crespo Diego ricambia riferendosi al suo gemello. «Erik è senza dubbio un buon giocatore - racconta lo spagnolo - del suo modo di giocare mi piace soprattutto la sua capacità di tirare in doppio appoggio. Era una soluzione che non avevo nel mio bagaglio offensivo. Sto cercando di imparare».

In questo inizio di poule promozione, sono andati a segno 16 volte sia contro Siracusa che nella trasferta di Padova. Nove reti Crespo Diego, sette Udovicic nella gara d'esordio a Chiarbola contro i siciliani, otto a testa lo scorso sabato in terra patavina. Dal loro rendimento, dalla capacità di continuare a essere offensivamente produttivi dipendono molti dei destini della Principe. «Cercheremo di continuare su questa strada - sottolineano entrambi - consapevoli che non sarà facile se è vero che le difese avversarie si concentreranno sempre più su di noi».

Non solo pallamano, fuori dal campo la "convivenza" serve anche per conoscere e imparare una nuova lingua. «Jo ablo muy bien espanol» sottolinea Udovicic, quasi a sottolineare l'inutilità della presenza di Crespo Diego. Gli crediamo. Ci riesce più difficile

pensare a Crespo Diego che mastica il croato. «In realtà qualcosa ho imparato» sottolinea Sergio. «Sì, come no - gli fa eco Udovicic - Ha imparato a dire le parolacce». Per supportare la sua tesi, lo spagnolo ci saluta con un lakunoc. "Lakunoc".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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