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Il Ronchi non ci sta e il presidente accusa «Chiediamo rispetto»

RONCHI DEI LEGIONARI. Se ne sono viste di cotte e di crude nell'anticipo del terzo turno di Eccellenza: un Ronchi autolesionista all'inverosimile ha buttato via, con la "gentile" collaborazione dell’a...

RONCHI DEI LEGIONARI. Se ne sono viste di cotte e di crude nell'anticipo del terzo turno di Eccellenza: un Ronchi autolesionista all'inverosimile ha buttato via, con la "gentile" collaborazione dell’arbitro Tomasi della sezione di Lecce, quel risultato positivo che alla vigilia era pronosticato nella gara interna con la Virtus Corno.

Dopo una prima frazione sparagnina, chiusa in vantaggio dagli ospiti quasi increduli, schemi e soprattutto lume della ragione sono saltati allorché un intervento pericoloso di Chtioui a metà campo sanzionato con il rosso anziché con il giallo (con il doppio svantaggio appena dimezzato dalla zampata di Gabrieli) ha prodotto una rissa a centrocampo con gli amaranto già fuori di senno per il precedente "contatto" Zampa-Gashi costato il rigore del 2-0: apriti cielo, sono volati spintoni e manate e l'espulsione di Strussiat, seguito negli spogliatoi da Sarcinelli (proteste reiterate) dopo qualche minuto, ne è stata la diretta conseguenza.

L'ingresso dell'indemoniato Lucheo (gol e rigore insaccato da Markic) ha prodotto un'incredibile quanto inatteso sorpasso. Finita? Manco per sogno, al primo affondo la Virtus impatta per poi rimettere la freccia con Tomada in millimetrico fuorigioco, e in pieno recupero segnare il definitivo 3-5 con azione viziata da off-side con regalo di Gashi per Filippo che in un pomeriggio come questo non poteva che infervorare ulteriormente gli animi bollenti e pure Raffa ne ha fatto le spese.

«Chiediamo un po' di rispetto, niente più. A fine gara il commissario arbitrale Gervasoni, ex serie A, - rivela il presidente Croci - è rimasto parecchio nello spogliatoio della terna. Non è la prima volta che certi episodi vengono pesati diversamente, senza andare troppo lontano penso alle differenti valutazioni sui "mani" con il Lignano o il penalty clamoroso con scarpino sfilato a Gabrieli con il Cordenons. Non discuto i rossi di questa partita ma la facilità dei gialli che ci vengono sventolati con leggerezza, per esempio quello a Furios sul rigore: sommando il tutto ti senti quantomeno tartassato dagli arbitri. E allora dobbiamo ripartire dalla reazione avuta in doppia inferiorità numerica che evidenzia le nostre grandi qualità. Abbiamo impostato il nostro gioco su contenimento e ripartenze, per una buona mezzora ha funzionato nonostante più di qualcuno fosse con la testa altrove e probabilmente non ha capito che il vero campionato comincia adesso. Abbiamo perso - questo rode maggiormente mister Franti - perso di colpo tre

pedine, preso troppi gol e calcioni in una seconda parte che non si può commentare a livello tecnico: a qualcuno è scoppiata la vena di follia, rossi ingiustificabili figli di una serie di circostanze "anomale" che si ripetono da inizio campionato».

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