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Incognita Campagnuzza per la Pro contro il Sistiana

Il maltempo e la partita internazionale di rugby lasceranno il segno sul manto erboso Il ds Inglese: «Ci sarà certamente qualche difficoltà, dovremo fare di necessità virtù»

GORIZIA. Sono ore intense, queste, dalle parti dello stadio Bearzot di Gorizia. Ieri sera l'attesissima e prestigiosa sfida tra gli Under 20 di Italia e Inghilterra per il Sei Nazioni di rugby, domani pomeriggio alle 15 un nuovo appuntamento casalingo per la Pro Gorizia che vuol continuare la sua fuga per la gloria, e la vittoria, nel girone B di Promozione.

Domani a Gorizia arriva il Sistiana che ha appena regalato un dispiacere alla Pro Romans Medea, ma oltre all'avversario a creare qualche preoccupazione alla Pro ci sono proprio le condizioni del terreno di gioco. Le copiose precipitazioni degli ultimi giorni hanno allentato, e parecchio, il prato del “Bearzot”, che ieri sera poi ha sostenuto il test tutt'altro che leggero del match di rugby. «Inevitabilmente ci aspettiamo di giocare su un campo molto pesante – dice il direttore sportivo della Pro Gorizia Maurizio Inglese -. Ci è stato assicurato che dopo la partita del Sei Nazioni il terreno verrà ripristinato a dovere, e non abbiamo motivo di non avere fiducia, ma è probabile comunque che il campo non possa essere al meglio. Ci potrebbe essere qualche difficoltà a giocare palla a terra, ma dovremo fare di necessità virtù».

Le stesse difficoltà, eventualmente, le incontrerà anche il Sistiana, e dunque la sfida sarà pari. Non nel pronostico, ovviamente, tutto dalla parte della capolista. «In realtà i nostri avversari si sono rinforzati ultimamente – dice Inglese -, e in ogni caso hanno già dimostrato di poter giocare grandi partite in trasferta, mettendo in difficoltà ogni avversario. Il Sistiana è pericolosissimo, e noi non dovremo assolutamente fare l'errore di sottovalutare l'impegno: ma sono certo che non accadrà».

Sicuro assente tra i biancoazzurri sarà ancora Klun, sul cui infortunio si cercherà di far chiarezza nei prossimi giorni, per capire quanto lunga sarà eventualmente l'attesa per rivederlo in campo. Gli altri sono tutti abili e arruolabili, sebbene magari non al top della condizione.

«Nelle prime partite

di questo 2018, al di là dei risultati, non siamo stati brillanti – dice Inglese -. Ma questo non è dovuto a un calo di tensione, bensì ai carichi di lavoro studiati appositamente dal mister per arrivare al meglio alle fasi topiche della stagione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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