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La Pro Gorizia ora è a +10 nonostante i tanti assenti

Calcio Promozione, un’altra vittoria mentre le inseguitrici perdevano punti Il tecnico Coceani: «Attenzione, dobbiamo ancora migliorare nella mentalità»

GORIZIA. La Pro Gorizia non si volta più indietro, guarda dritta davanti a sé e scappa, sempre più lontana per il resto della compagnia nel girone B di Promozione.

Il secondo turno del ritorno è stato ancora una volta positivo per i biancazzurri, che si sono definitivamente gettati alle spalle la delusione della sconfitta nella finale di Coppa Italia e hanno ripreso a marciare a un ritmo sin qui insostenibile per tutti. Domenica al “Bearzot” è caduto il Trieste Calcio (2-0 in due minuti, in avvio di partita, firmato da Iansig e Bozic), mentre sugli altri campi Ism Gradisca e Pro Cervignano si toglievano punti a vicenda e il Primorje scivolava ancora. Morale della favola, Pro Gorizia che allunga ancora, e vantaggio sulla seconda (Gradisca) che è ora di dieci punti.

«Ma io continuo a dire che dobbiamo guardare a noi stessi e non pensare agli altri in questo momento: sarebbe solo un modo per sprecare energie – dice il tecnico della Pro Gorizia Enrico Coceani -. Dobbiamo restare concentrati sulle nostre partite, e prenderci tutti i punti che possiamo, consapevoli di avere un vantaggio ma anche del fatto che deve passare tantissima acqua sotto i ponti dell'Isonzo prima della fine del campionato. Tutto può succedere, il girone B di Promozione è un'incognita costante, e con 39 punti in palio sarebbe follia pensare di avere già la vittoria in pugno».

Ecco perché Coceani anche sul +10 in classifica e sul 2-0 in campo domenica non smetteva di richiamare i suoi alla massima attenzione. «Quel che dobbiamo migliorare è proprio nella mentalità, nella gestione delle partite – dice -. I ragazzi sono stati bravissimi a partire forte come avevo chiesto. Nonostante le tante defezioni chi ha giocato

si è fatto trovare pronto e ha risposto presente, al solito. Però poi abbiamo ecceduto in qualche personalismo, ci siamo guardati un po' allo specchio, e questo non deve accadere. Dobbiamo considerare le partite chiuse solo al triplice fischio finale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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