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Calcio Femminile 

Sara Gama: «Ora anche in Italia grande professionalità»

Intervista alla calciatrice triestina leader della Juventus women e della Nazionale. Sabato lo sco ntro al vertice tra il Tavagnacco e le bianconere si gioca allo stadio Friuli

TRIESTE. La serie A del calcio femminile si affaccia - per la seconda volta nella sua storia in Italia - su un campo della serie A maschile. Sabato alle 14.30 il Tavagnacco ospita la Juventus allo stadio Friuli (sarà aperta la sola tribuna sotto l’arco, presso dei biglietti fissato a 5 euro). Ed è sfida d’alta quota, questa ultima del girone d’andata: le bianconere torinesi sono primissime a punteggio pieno, 30 punti dopo dieci partite, 33 gol fatti e solo 2 subiti mentre il Tavagnacco è terzo con 22 punti (e 24 gol fatti e 9 subiti). Difensore e capitano della Juventus women è la triestina Sara Gama, leader anche della nazionale azzurra in corsa da protagonista per la qualificazione mondiale. Sara scoprì il calcio da bambina giocando nello Zaule prima di prendere il largo nel mondo del calcio femminile.

Sara Gama, con la Juventus women (squadra nata in seno al più blasonato club calcistico italiano la scorsa estate, in A per aver rilevato i diritti del Cuneo), state dominando il campionato: scudetto già vinto?

Sta andando bene ma è presto per parlare di vittoria del titolo. Siamo a metà strada: finora eravamo una novità, ma adesso che tutte le avversarie ci conoscono sarà tutto più difficile.

Sabato giocate allo stadio Friuli: è una grande occasione per far conoscere il movimento del calcio femminile italiano.

È una grossa novità per la nostra regione e di questo bisogna ringraziare l’Udinese. Ma aggiungo anche che è il giusto palcoscenico per due squadre importanti come il Tavagnacco, da anni protagonista in serie A, e la Juventus, appena sbarcata nel calcio femminile e subito con un ruolo importante.

Trieste, le magie di Sara Gama sul campo dello Zaule Palleggi morbidi, piroette col pallone, movimenti felpati e stop repentini: ecco, nel video di Andrea Lasorte, un breve compendio delle magie di Sara Gama sul campo dello Zaule. La calciatrice professionista triestina è tornata come ospite sul tappeto erboso dove mosse, ad appena 7 anni, i suoi primi passi agonistici. Ed è un vero spettacolo. LE FOTO


Juventus, ma anche Atalanta, Fiorentina, Chievo, Empoli, Sassuolo...: tante società della serie A maschile hanno aperto al calcio femminile prendendo sotto la propria ala squadre di serie A. Come valuta i risultati?

L’Italia è arrivata in ritardo su questa strada ma sta recuperando tappe importanti. Noi alla Juventus lavoriamo nelle stesse strutture utilizzate dalla squadra maschile con i migliori allenatori e specialisti possibili in un clima di grande professionalità e questo permette alla squadra di crescere molto. Qua c’è una cura dei dettagli che è straordinaria e in questo modo noi ragazze possiamo pensare a fare le atlete e solo le atlete senza nessun tipo problema potendo concentrarci al meglio sulla nostra attività. Ma aggiungo anche che abbiamo giocato di recente con il Chievo e le ragazze gialloblù mi hanno parlato molto bene anche di quella realtà: ecco che allora ne guadagna tutto il movimento. Questa senza nulla togliere a società solo femminili che hanno fatto la storia di questo sport e che ci hanno permesso di arrivare sin qui.

Lei ha giocato anche nel Paris Saint Germain e allora sottolineava come fosse straordinario lavorare nelle medesime strutture e con i medesimi supporti della squadra maschile. Ora tutto ciò lo trova anche in Italia...

Non lo avrei mai detto, pensavo fosse un sogno irrealizzabile e invece lo sto vivendo giorno dopo giorno da protagonista qua a Torino. Sono davvero contenta, per me e per tutto il movimento del calcio femminile.

Tutto ciò si riflette nei risultati della nazionale: siete imbattute nel girone di qualificazione al Mondiale e avete appena pareggiato 1-1 con la Francia a Marsiglia davanti a 15mila spettatori.

Stiamo andando bene, ma siamo ancora a metà percorso e le partite più difficili, a iniziare dall’andata e ritorno con il Belgio, devono ancora arrivare. La Francia? È partita 15 anni prima di noi ma noi stiamo velocemente riducendo il gap con le altre nazionali .

Ci dica un motivo per convincere gli scettici: perché andare sabato a Udine a vedere Tavagnacco-Juventus di calcio femminile allo stadio Friuli?

Non occorre che lo dica io: perché ne vale la pena. Lo ha già detto l’Udinese aprendoci le porte del proprio stadio. Migliore spot di quello non potrebbe esistere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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