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L’atletica vuole ricordare i suoi grandi

Il presidente regionale della Fidal Pettarin: «A Trieste un impianto indoor da dedicare a Oberweger, a Gorizia a Medesani»

TRIESTE. Giorgio Oberweger, il poliedrico atleta triestino (fu discobolo, bronzo olimpico a Berlino 1936, e ostacolista) che nel dopoguerra fu anche commissario tecnico della nazionale, morto nel 1998 a 85 anni. Franco Colle, il tecnico udinese che fu punto di riferimento assoluto per il mondo del mezzofondo scomparso l’estate scorsa a 80 anni. E poi il pordenonese Gianfranco Chessa, il mago del salto in alto che ha “inventato” Alessia Trost e Desirée Rossit, morto a luglio 2017 a 70 anni. E infine, Giancarlo Medesani, il tecnico goriziano che ha cresciuto velocisti e saltatori in lungo e nel triplo di valore assoluto (si pensi - per fare un nome solo per tutti - a quel Camossi portato sul tetto del mondo indoor nel triplo nel 2001), che ci ha lasciato a 80 anni a inizio anno.

Quattro personaggi che ormai non ci sono più ma che la Federatletica regionale vuole vengano ricordati adeguatamente. «A queste quattro figure così importanti potrebbero essere intitolati altrettanti impianti della regione e qualche idea in questo senso c’è già» dice il presidente regionale della Fidal Guido Germano Pettarin.

Al momento sono solo progetti teorici ma Pettarin non si nasconde. A Trieste l’idea è quella di intestare a Oberweger una nuova infrastruttura da dedicare all’atletica nell’area sportiva di Valmaura: «L’auspicio è quello di completare l’area polisportiva con un impianto indoor e penso a una ristrutturazione in questo senso dell’ex magazzino tram di proprietà comunale. Non sappiamo se sia possibile trasformare questa ipotesi in realtà, la studieremo, ma l’idea è quella di ispirarci - come spazi - all’impianto indoor di Pordenone. L’unica cosa certa è che certamente poi il nuovo impianto dovrebbe essere dedicato proprio a Oberweger».

Per quanto riguarda invece Gorizia, anche in questo caso Pettarin pensa a un pala indoor da realizzare magari sul confine che vada a prendere il posto dell’impianto di Vertojba che nel passato ha visto tanti allenamenti anche delle nazionali italiane dei salti in lungo e triplo ma che viene considerato sempre più inadeguato per la sua stessa struttura: «Sarebbe il modo migliore per ricordare quanto ha fatto nel mondo dell’atletica un personaggio come Medesani, per definire il quale mi è perfino difficile trovare le parole tanto grande è stato» dice Pattarin.

Anche a Pordenone, poi, potrebbe essere l’impianto indoor
a essere dedicato a Chessa, mentre per ricordare Colle, il tecnico che plasmò anche Venanzio Ortis, che portò al titolo europeo dei 5mila a Praga nel 1978: «Per lui potremmo pensare alla dedica di un percorso podistico».

(ha collaborato

Marco Bisiach)

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