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Alma schiacciatutto Centello senza scampo

In casa Green e compagni travolgono Orzinuovi 105-64

TRIESTE. Dieci minuti scarsi. L’Alma ci ha messo meno del tempo di una colazione per centrare il ventitreesimo successo casalingo consecutivo nella regular season e per ricacciare la Fortitudo Bologna nuovamente 4 punti indietro (e Udine a 8). Un rullo che travolto Orzinuovim senza scampo.

Centello facile, cinque uomini in doppia cifra, uno (Da Ros) che segna due punti ma smazza 10 assist e arpiona 8 carambole, 140-48 nella valutazione finale. E ancora: 4672 spettatori all’Arena anche contro la penultima della classe. Un clima di festa con un momento struggente, quando dalla curva si leva un coro che nessuno ha mai dimenticato. «Mangiafuoco chi è, Mangiafuoco chi è, il suo nome è Conrad McRae». Sabato - se un maledetto destino non avesse deciso altrimenti - avrebbe compiuto 47 anni un ragazzo che con stoppate, schiacciate e giocate da highlight fece sognare quello che all’epoca si chiamava solamente PalaTrieste.

Erano tre i potenziali pericoli inviduati alla vigilia: che Orzinuovi azzeccasse la gara della vita, che Trieste approcciasse il confronto in modo eccessivamente distratto, che il potenziamento del carico di lavoro atletico svolto in settimana avesse imballato le gambe di Green & Co. Il verdetto è stato brutalmente sincero come certi giudici dei talent di fronte a cantanti stonati o a piatti di spaghetti clamorosamente scotti. No. No. No. Orzinuovi non fa la partita della vita, comincia la sua onesta prova constatando però presto che il divario in classifica non è una bizzarria matematica; l’Alma non sottovaluta l’impegno, anzi ci mette la testa sin dalla palla a due; nessuno ha la gambe legnose per il sovraccarico di lavoro, anzi, Green zompando in cielo apre lo showtime ben prima della più ottimistica speranza.

Qualche fotogramma di partita. Primo quarto concluso eguagliando il terzo parziale di Verona: 31 punti in dieci minuti. E che si vuole di più...Lobito Fernandez reagisce con classe e personalità ai due falli fischiatigli contro nei primi 97”: 8 punti nei successivi tre minuti, indifferente persino a un virulento contatto di Raffa, passato impunito. L’Alma tocca un vantaggio massimo di 48 punti, si esalta con Bowers, ne segna 30 con gli uomini levatisi dalla panchina (spietato Loschi dopo essersi tolto lo sfizio di annullare difensivamente Sollazzo). Si rivede e si riapplaude per 13 minuti capitan Coronica, rientrato nelle rotazioni con l’esclusione di Janelidze.

Infine, la notazione
più rassicurante: l’Alma - intuito di vincere facile - non tira il freno a mano ma interpreta la partita come il più utile degli allenamenti. Difende senza tirarsi indietro. In attacco tira dal 54% dal campo, forzando mai. Diverte i tifosi e sa divertirsi, con ritrovata leggerezza.

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