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Dalla Servolana all’Under 20: la favola di Mattia Zampa

Una convocazione a sorpresa per il raduno degli azzurrini. «I modelli: Green, Cavaliero e il Poz». Tanjevic osservatore nella palestra di Monte Cengio

TRIESTE. Questa è una favola in salsa servolana. Di quelle che anche nel basket non esistono più. O, appunto, quasi. Dalla serie A alla serie C Silver di mezzo c’è un oceano di squadre e di potenziali talenti. Eppure ieri scorrendo l’elenco dei convocati al primo raduno per la nuova Nazionale Under 20 allenata da Eugenio Dalmasson e benedetta da Boscia Tanjevic, un nome ha inevitabilmente catturato l’attenzione. Già, perchè tra Ebeling junior, il virtussino Pajola e il già affidabile lungo trevigiano Barbante, c’è anche Mattia Zampa. Provenienza: Servolana Lussetti. Serie C Silver. Quinta serie cestistica. Un po’ come se Di Biagio, ct dell’Under 21 calcistica, avesse chiamato in Nazionale una promessa del San Luigi.

Sorpresa. Una gran bella sorpesa. Anche per lo stesso Mattia. Classe 1999, 193 centimetri. un’elevazione notevole, cresciuto all’Azzurra e da due anni alla Servolana. Chi sapeva - il padre e i vertici servolani, Roberto Ciriello e Francone Pozzecco - ha rispettato la consegna del silenzio. «L’ho scoperto tornando da scuola (istituto tecnico Volta, ndr) - racconta Mattia - Non me l’aspettavo. Finora non ho mai avuto grandi occasioni. La prima grande soddisfazione era stata la chiamata nella selezione regionale e prima di adesso mi sembrava il massimo. Ma forse è stato un bene così. Lontano dalla vetrina ho lavorato a testa bassa». Se può consolare, è accaduto neanche troppi anni fa a un altro triestino. Ora gioca alla Reyer Venezia, si chiama Stefano Tonut. I modelli? «Green. Cavaliero. E ammiro moltissimo Gianmarco Pozzecco».

E un Pozzecco nella favola c’entra eccome. Da Franco, vicepresidente della Servolana, era partita la soffiata a Tanjevic. «Abbiamo un ragazzo interessante...» Nessuno avrebbe potuto pensare però che una sera Boscia si sarebbe presentato nella palestra di Monte Cengio per seguire un’amichevole tra la prima squadra della Servolana e i giovani del vivaio. «Mi avevano anticipato che sarebbe stato in palestra ma da qui a immaginare cosa sarebbe successo...» confida ancora Zampa.

Il supercoordinatore delle Nazionali azzurre, del resto, non ha mai fatto questioni di categoria. Quello che conta è se il giocatore c’è. Nelle sue Stefanel c’erano Fucka, Pilutti e Bodiroga ma aveva dato una chance anche a Tasso, Gatto, Bonventi, gente che non arrivava dal giardino del paradiso.

Una filosofia condivisa da Eugenio Dalmasson, ct della Nazionale Under 20 che ha un altro triestino, il lungo Andrea Donda di Capo

d’Orlando, riserva a disposizione. «Lo spirito del raduno azzurro di lunedì è: vediamo cosa c’è di interessante in giro. Vogliamo dare un segnale ai ragazzi: potete avere la vostra possibilità anche se non giocate in A o in A2. Nulla è precluso a chi vuole crederci e lottare».
 

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