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Alma regina degli scontri al vertice

Inizia il girone di ritorno e le avversarie sono avvertite: nessuno finora ha giocato i big-match meglio dei biancorossi

TRIESTE. Con un robusto anticipo (Fortitudo-Udine al Paladozza) comincia già stasera il girone di ritorno di A2. Quest’anno il secondo atto della stagione regolare sarà probabilmente più un lento count-down per definire la griglia dei play-off che il momento delle rivoluzioni e di clamorose sorprese. Le prime 15 giornate qualcosa hanno detto emettendo anche giudizi inappellabili. A partire naturalmente dal primato dell’Alma Trieste. Dominio assoluto per 11 giornate, due sconfitte esterne per uno scarto complessivo di sei punti, il miglior saldo vinte-perse tra le 32 della serie A2.

GLI SCONTRI DIRETTI. Simile il percorso che attende le prime quattro in classifica: affronteranno sette incontri in casa e 8 in trasferta. L’Alma nell’andata ha perso fuori con Udine e Verona, ha espugnato Ravenna e Mantova e in casa ha travolto la Fortitudo, battendo domenica scorsa Montegranaro. E ha costruito il suo primato proprio affrontando meglio di tutte gli scontri diretti. La Effe ha espugnato Udine ma poi ha perso in casa con Ravenna, ha subito un pesante ko a Montegranaro e ha battuto in modo rocambolesco Mantova a piazzale Azzarita, soffrendo di più rispetto alla tabella di marcia biancorossa. La Gsa ha all’attivo il derby e l’exploit a Verona. Ravenna è passata a Bologna e a Treviso - impresone - ma oltre che all’Alma al PalaDeAndrè ha alzato bandiera bianca anche davanti a Candussi & Co mantovani. Nessuno ha avuto la regolarità dell’Alma nelle sfide in quota. Nel ritorno avrà due trasferte terribili (Bologna e quella Treviso destinata a risalire in fretta, ma pur sempre 12 punti dietro...) ma anche il vantaggio del derby davanti ai 6mila di Valmaura.

IL PRIMO POSTO. Qualche settimana fa nei suoi mai banali post-partita Matteo Boniciolli aveva osservato: «Negli ultimi anni chi ha concluso la regular season al primo posto non è mai stato promosso in serie A». Vero. Ma è anche vero che sembra la favola della volpe e dell’uva. Non conta la scaramanzia: l’Alma chiudendo al primo posto la stagione e con più punti della regina del girone Ovest affronterebbe i play-off con la forza incrollabile di chi davanti al proprio pubblico è abituato a vincere sempre. 22 successi consecutivi in campionato, 8-1 negli scorsi play-off (cedendo solo a un avversario obiettivamente superiore e sotto la zavorra psicologica dei due ko al Paladozza), semifinale e finale della Supercoppa. Il primo posto finale per l’Alma significherebbe ben più di un semplice mattone per costruire il sogno promozione.

IL MERCATO. Bisogna rassegnarsi: da qui a fine marzo in A2 le chiacchiere di mercato pareggeranno le considerazioni sulle partite. Ma il regolamento del torneo in realtà non consente trasformazioni radicali, chi vuole cambiare ha poche mosse e non può fallirle. Bologna - piazza dove è storicamente maggiore la pressione rispetto a Trieste - starebbe pensando a un’iniezione straniera tra i play dalla A ma senza fretta. Treviso ha appena inserito Isaiah Swann e potrebbe fermarsi qui. A Trieste il presidente Mauro sulla sua pagina Facebook ha scritto: «Nessuna firma imminente con nessun giocatore....ne abbiamo già 15 bravi e vincenti». Le altre squadre o sono dannatamente brave a tenere coperte le carte o non intravvedono grandi margini di manovra a buon mercato per alzare la competitività al punto da insidiare la promozione alle grandi. Del resto, si fatica a individuare nei roster di A possibili cloni di Cavaliero, Cinciarini o Stefano Gentile, rinforzi pre play-off dell’anno scorso. In sostanza, può anche darsi che alla fine in A2 nessuno liberi i fuochi d’artificio.

LO STRESS. La regular si chiuderà il 22 aprile. Poi, i play-off. Uno stillicidio di energie fisiche e nervose. Per tenere botta bisogna andare avanti per la propria strada, dando un’occhiata a cosa succede nei giardini vicini ma fondamentalmente infischiandosene, senza paranoie. L’Alma è quella che, grazie alla classifica, è più di tutte nella condizione di poterlo fare. Una delle parole ripetute più spesso da Dalmasson nelle scorse settimane è stata «serenità». Trieste è passata in un’estate dallo status di simpatica e scomoda (per gli altri) outsider a quello di favorita alla promozione. Non è evidentemente la stessa cosa, eppure l’Alma ha firmato il filotto di vittorie sopravvivendo con apparente leggerezza ai pesanti infortuni e al peso dei pronostici. La leggerezza dei sorrisi, dei selfie con le “pizzate” nello spogliatoio, dell’entusiasmo per
essere tornati lassù dove Trieste mancava da tempo. Quella leggerezza che vale quanto uno schema vincente ma che, ad esempio, non è parsa accompagnare la marcia di avvicinamento al deludente derby del Carnera. Una buona compagna di viaggio per il ritorno.

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