Quotidiani locali

PALLAVOLO

Zorro Zorzi è di scena

Il campione protagonista a teatro. "A Trieste una grande cultura sportiva"

TRIESTE. Il destino di un campione e di una Leggenda sportiva non è sempre quello di continuare ad esserlo anche nelle fasi seguenti della vita.
Ma il fato è benevolo ad Andrea Zorzi, che, dopo la carriera di giocatore di pallavolo e di giornalista e commentatore sportivo, si è ritrovato lanciato nelle vesti di “attore”, una definizione nella quale anch'egli, per propria ammissione autoironica, fa ancora fatica a riconoscersi.
Come nasce questa nuova fase della vita e cosa ha portato alla nascita della “Leggenda del pallavolista volante”, che potremo vedere in scena il 10 e 11 gennaio al teatro Rossetti?
«È una delle tante scoperte casuali della mia vita, - ammette sornione e onesto il popolare Zorro -; già mi sono avvicinato al volley per puro caso: c'era un prof di educazione fisica che disse ai miei di far fare un po' di sport a questo ragazzone alto, con il dubbio tra basket e pallavolo. Scelsi il volley, ma solo perchè l'impianto sportivo era più vicino a casa! Lo stesso dicasi per questa avventura teatrale, imprevista. Io e mia moglie andiamo da una vita in vacanza all'isola d'Elba, e incontrammo per caso una coppia simpatica, Zavagli (il regista) e la Visibelli (compagna di palcoscenico in questa piece). Prima come compagni di mare, poi chiacchierammo sugli scogli e ne uscì l'idea di raccontare la “generazione dei fenomeni”. Dapprima si pensò a una lettura teatrale, poi tramite intervista ne nacque un testo che si ritenne valesse la pena di mettere in scena».
Nasce dunque dal caso anche l'attore–Zorzi?
«Sì, come ti ho raccontato. Poi loro volevano fare una sola e unica replica, a Firenze: l'esperienza teatrale invece ebbe successo e va avanti da 4 anni, continuando ad avere riscontro. Un fattore che mi diverte è il pubblico, diviso sempre a metà: lo sportivo, arriva sospettoso, e pensa che andare a teatro comporti di annoiarsi. Gli amanti puri di teatro e spettacoli sono invece sospettosi dall'altro verso, e si chiedono cosa ci faccia uno sportivo sul palco. Alla fine provo a mettere tutti d'accordo. Con una storia semplice, che mette insieme i ricordi degli anni Settanta, fatta di vittorie, di dolorose sconfitte, di segni evidenti di quella Generazione dorata e acclamata, che alla fine non riuscì a vincere la medaglia piu' importante».
Conosci già Trieste?
«Beh certamente, ha un passato sportivo e una storia importanti: per noi è un gradito ritorno. Beatrice iniziò la sua carriera proprio al Politeama Rossetti. È bello continuare a fare tour e tornare in una città e nel Fvg, dove in passato abbiamo già apprezzato il gradimento del pubblico, in una zona sportivamente molto evoluta e colta. Inoltre già nel 2011, per Rai News, passai di qui per un documentario, Tracce di Sport, con l'idea di massima di visitare luoghi per capire in che modo lo sport ne raccontasse la storia. Vi ho individuato un mix di culture, ma non solo; la particolare conformazione geofisica tra mare e colline, la cultura sportiva radicata nelle persone, che diventa cura e attenzione per il proprio corpo: una cosa non così comune in Italia».
È una città che ha ospitato i Mondiali di pallavolo e tanti eventi, ma senza avere una squadra di vertice.
«Avere cultura sportiva non sempre coincide con avere al contempo la squadra di primo livello o un top team. Ha avuto squadre di serie A nel volley in passato ma chiaramente non è facile avere con continuità top-team, come è ora per esempio nel basket. Io ci ho giocato con la Nazionale, son venuto diverse volte per assistere e commentare gli eventi sportivi, ha sempre avuto passione e un bell'impianto sportivo, adeguato ai grandi eventi. Ma ci sono fattori, economici, geografici, che contano pesantemente».
Campione di volley, schiacciatore, giornalista, commentatore, formatore e ora attore. E di chissà quali e quante, nuove fasi, sarà contrassegnata la vita e la carriera del vulcanico Zorro.

Destinato certo a lasciare il segno. E se un tempo, la battuta sbagliata sul campo gli costava un punto, ora, sul palco, con le vesti di attore, pone ancora maggiore attenzione alla battuta: non per costruire un'azione di gioco, ma per mantenere viva l'attenzione di appassionati e spettatori.

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro