Quotidiani locali

«Trieste, 2018 decisivo per gli impianti»

Intervista di inizio anno al presidente della Federcalcio regionale Ermes Canciani

TRIESTE. Ermes Canciani, presidente della Federcalcio regionale: quale è lo stato di salute del movimento del calcio del Friuli Venezia Giulia all’alba del 2018?

Il calcio italiano ha vissuto nel 2017 una delle sue peggiori stagioni. L’eliminazione della Nazionale dai Mondiali e la carenza di giovani talenti sono gli esempi più eclatanti della stagione attuale. Ma dalle ceneri si può risorgere. Per quanto riguarda la nostra regione sono moderatamente soddisfatto, anche perché dopo anni di lieve ma costante calo di società iscritte ai campionati dilettantistici, la stagione 2017-2018 ha registrato un segnale di ripresa.

I club di calcio, spesso cariche di anni e anche di storia, continuano a suo avviso a essere punto di riferimento nelle comunità in cui sono inserite?

Le realtà locali devono riappropriarsi di quel ruolo fondamentale che ha fatto sì che diversi calciatori della nostra regione siano diventati campioni. Se pensiamo alla famiglia Rocco, alla famiglia Maldini, a Ferrini per arrivare ai giorni nostri con Milanese, Godeas o Tonetto ecco che il significato del ruolo delle realtà locali diventa fondamentale. In questo contesto ringrazio proprio la famiglia Milanese per quanto sta facendo per il rilancio della gloriosa Unione.

A proposito ancora del ruolo sociale del calcio: negli ultimi mesi ci sono stati episodi di intolleranza anche nei confronti degli arbitri oltre che di un certo nervosismo anche a livello giovanile. Come li spiega e cosa fa la Federazione per contrastarli?

Il problema è culturale. Serve un cambio di mentalità e di atteggiamento nei confronti della classe arbitrale. Il mondo del calcio rispecchia la società in cui viviamo, ci vuole più educazione e più rispetto delle istituzioni. È intollerabile registrare, in alcune partite anche giovanili, episodi, comportamenti, frasi deplorevoli nei confronti di avversari e arbitri. Non posso accettare che, ad esempio, di fronte a un rigore sbagliato, al calciatore vadano gli incoraggiamenti mentre di fronte a un errore arbitrale si scateni il finimondo.

Quale è lo stato degli impianti, con particolare riferimento a Trieste dove, negli ultimi anni, i club hanno dovuto affrontare gravi problemi?

Trieste vive una realtà molto complessa per i campi. Voglio però ringraziare Giorgio Rossi, assessore del Comune di Trieste, che con lungimiranza sta favorendo il rinnovamento di diversi impianti. Da qualche settimana il San Giovanni ha finalmente la propria struttura, mentre è in completamento anche l’impianto del San Luigi, e a primavera i campi del Trieste calcio e di Opicina saranno rinnovati. Inoltre con l’aiuto della Regione verranno sistemati altri impianti, anche per poter accogliere al meglio le nazionali under 21 che disputeranno le fasi finali dell’Europeo 2019 ospitate anche a Trieste. Le società triestine hanno fatto molti sacrifici per garantire il regolare svolgimento dei campionati. Le ringrazio per la grande collaborazione dimostrata.

La strutturazione dei campionati sembra aver raggiunto una sua maturità operativa, anche se la struttura della Terza categoria è ancora debole. È d’accordo? Vede la necessità di ulteriori miglioramenti?

È, questo, un argomento complesso. È vero che siamo giunti a una condizione di sostanziale equilibrio per quanto attiene le composizioni delle varie categorie regionali. Ora dunque urge ricercare modelli di riforma adeguati e non invasivi che consentano una crescita e miglioramento della qualità del sistema calcio regionale. Penso a una rimodulazione del campionato Juniores, a un rinnovamento delle Terze categorie, magari con l’introduzione di un campionato di seconde squadre.

Quali obiettivi sogna di raggiungere nel 2018?

Vedere un calcio più spontaneo in cui i ragazzi possano divertirsi e fare divertire il pubblico. Un movimento che faccia dell’integrazione, del fair play e del rispetto delle regole il punto nodale. Per quanto riguarda il nostro Comitato é innegabile sperare in un risultato
positivo al Torneo delle Regioni cui tengo molto non per ambizione personale ma per la grande considerazione che ho nei confronti di calciatori, allenatori e società. Ma intanto un grande grazie va a quanti settimanalmente ci permettono di praticare il nostro sport preferito.



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