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Mauro: Alma, la priorità è la serie A
BASKET SERIE A2

Mauro: Alma, la priorità è la serie A

"Tra i sogni l'azionariato popolare e l'Arena casa del basket triestino"

TRIESTE. L’obiettivo è stato dichiarato da tempo. Promozione in serie A. Nel 2018 dell’Alma Pallacanestro Trieste è quella la priorità. Ma c’è anche altro che sta bollendo in pentola. Idee, sogni, progetti. Un’Alma Arena che diventi casa del basket triestino o l’azionariato popolare.
Due anni fa esatti l’Alma firmava l’accordo di sponsorizzazione con il basket biancorosso, ufficializzato tre giorni dopo. In due anni da sponsor è diventata proprietario. Gianluca Mauro è passato da procuratore dell’impresa a presidente della Pallacanestro Trieste dopo un’estate rovente sul fronte societario. La squadra si è consolidata e con un bilancio di 12 vinte e una sconfitta si prepara alla sfida più attesa, il derby venerdì a Udine.
Mauro, come va giudicato questo bilancio?
Definirlo positivo sembrerebbe quasi riduttivo. Siamo primi. C’è entusiasmo, c’è sempre più gente al palazzo. Se questo è il primo passo non posso immaginare il secondo...
L’obiettivo è la serie A. Un posto solo per 32 squadre però trasforma una stagione in un giro di roulette.
Sarebbe stato meglio allargare da subito la A a 20 squadre, fissando parametri rigorosi per impianti e solidità economica.
Ma Trieste quanto si sente pronta?
Dal punto di vista tecnico al mille %, sul resto lavoriamo.
Rimpianti?
Nessuno. Abbiamo fatto il possibile e l’impossibile.
Le altre pretendenti alla A cambieranno volto in proiezione play-off. Cosa ci si può attendere dall’Alma sul mercato?
Ci sentiamo per ora a posto. Avevamo trattato Rosselli ma ha fatto una scelta diversa, dettata da esigenze personali. Non guardiamo cosa fanno gli altri.
State cercando di rifirmare Green.
Una partita che vogliamo affrontare. Arrivasse la A sarei fiducioso di trattenere Javonte, sappiamo quanto è legato alla città.
Alla presentazione del Consorzio, nel giugno 2016, lei disse suppergiù: «Siamo qui per investire nel basket ma anche per chiudere affari. Da Napoli vogliono che renda conto di questo sforzo economico».
In 18 mesi la situazione è cambiata. Prima l’intervento di Alma a Trieste privilegiava il riflesso lavorativo, da quando abbiamo rilevato la proprietà, il basket è diventato la priorità. In Italia il marchio è sempre più accostato a Trieste e alla squadra.
Societariamente in che direzione si va?
Ritengo che le aggregazioni servano soprattutto per fronteggiare le emergenze. Per consolidarsi servono altre strategie. Ci sono segnali di interesse da parte di possibili nuovi investitori, siamo orgogliosi dell’intesa con Allianz. Avrei un sogno.
Visto il contesto natalizio, sognare è lecito...
L’azionariato popolare. Appassionati che si legano alla società, magari con il posto a vita all’Alma Arena. In Spagna si fa.
Appunto, in Spagna. In Italia siamo sempre rimasti nell’utopia.
Lo so. Ma a Trieste, forse, si può. Non prendetemi per matto ma è un sogno che mi piace.
A Trieste il pubblico è da sempre il vero sponsor.
Il pubblico non tradisce.
Ha un rapporto diretto con i tifosi via social. E una volta in risposta a chi paventava un futuro disimpegno ha risposto senza mascherare l’insofferenza.
Per principio accetto tutte le critiche ma non il processo alle intenzioni. Ricordo certi commenti quando arrivai: “Ma tanto poi se ne va”. Tutto nel mondo ha un inizio e una fine ma giudicatemi per quello che faccio, non per quello che pensate farei domani.
Quanto investe Alma in un anno?
La faccio semplice: 250mila euro di sponsorizzazione, 300mila per l’aumento del capitale che facciamo non per tappare buchi pregressi ma per avere margini di spesa, oltre a varie ed eventuali. 700mila euro è una cifra realistica.
I modelli societari?
Nella gestione finanziaria l’Udinese è un esempio virtuoso vicino e realistico. Nel basket mi piace Sassari.
Sassari ha varato a Cagliari una seconda squadra, l’ Academy, in A2. Una realtà satellite. Le piace anche questo, di Sassari?
Andassimo in serie A potremmo pensare anche a noi a una squadra satellite. Potremmo monitorare Gorizia...
Alt. Gorizia è un esempio a caso o ci si ragiona già sopra?
Per ora solo un’idea. Ma investendo sul settore giovanile avremo bisogno di far giocare i ragazzi più interessanti in un contesto competitivo. Gorizia ha un buon impianto, una grande tradizione cestistica, è vicina. Le premesse migliori.
Capitolo Alma Arena. Dopo un anno di gestione, che bilancio traete? Inzialmente si parlava di sport e musica ma l’impressione che si via visto molto sport e pochi concerti.
Abbiamo ospitato anche grandi spettacoli ma in un anno quanti ce ne possono essere, considerando anche i cartelloni del Rossetti, del Verdi o gli eventi in piazza Unità? Il nostro core business è lo sport e credo che la via da percorrere sia fare dell’Alma Arena la casa del basket triestino. Un affare per tutti.
In che senso?
A Trieste mancano spazi e palestre. Se non sai dove far giocare i ragazzini rischi di allontanarli dallo sport. Compatibilmente con le esigenze della Pall.Trieste, vorrei vedere se si può dare spazio anche agli altri club carenti di strutture. Stiamo dialogando con le società triestine per sinergie future, potremmo farlo anche su questo. Mi piace l’idea di un ragazzo che comincia a giocare nell’Arena e cresce sentendosi a casa. Intendiamoci, se ci sono eventi extrabasket

ben vengano comunque, vorrei una struttura viva tutto l’anno.
Ultima domanda, concessi gli scongiuri. Se a fine stagione l’Alma non salisse in A, cosa succederebbe?
Risponderò come si fa in Friuli: ci si rimbocca le maniche e si ricomincia a lavorare.

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