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Alma Trieste, travolta Piacenza CRONACA  TWITTER - FOTO
BASKET SERIE A2

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Senza storia, i biancorossi vincono 92-60. Campioni d'inverno

TRIESTE Se qualcuno temeva che l’Alma Trieste dovesse scontare le scorie della prima sconfitta a Verona al ritorno sul parquet di casa, si sarà ricreduto dopo il primo quarto contro Piacenza.

Trieste firma la più serena vittoria della stagione, senza nemmeno aspettare il parziale killer. Tutto sin troppo facile per riprendere l’abitudine con il successo e preservare un po’ di forze in vista del derby di venerdì a Udine. L’accelerazione che uccide le speranze piacentine è fatta di una difesa un po’ più convinta e puntuale e di una sequenza di “bombe” che nel giro di pochi minuti scavano un solco incolmabile. E in fondo la vittoria pare cucita su misura per le esigenze dei biancorossi, consentendo a Green di tornare a dare spettacolo e a Bowers di fare un passo avanti nel processo di miglioramento.

Mettiamoci inoltre che un altro regalo arriva da chi meno te lo aspetti: la Gsa battendo Montegranaro consegna in una volta sola a Trieste il pass aritmeticamente inattaccabile per le finali di Coppa Italia e il titolo di campione d’inverno. Dietro l’Alma, si ricompone quindi il terzetto a sei lunghezze di ritardo. E Treviso scivola addirittura a -14 in classifica.

L’Alma Trieste comincia riproponendo Bowers nel quintetto di partenza con Da Ros a occuparsi di Arledge. Il lungo Usa di Dalmasson scalda la mano in avvio ma è nel deserto. Ancora una partenza ad handicap di Fernandez con 2 falli nei primi 4 minuti - quasi una costante - mentre Piacenza dal 5’ in poi fiuta una serata storta e prova con la zona. Primo quarto all’insegna della frenesia, con l’Alma a sbagliare tanto, troppo, da sotto senza obbligare gli avversari a spendere la miseria di un fallo ma è brava a metterla sei volte da tre (tris di Green). Non è proprio un basket indimenticabile ma basta e avanza per vedere Trieste chiudere il quarto sul +9 20-11 e doppiare Piacenza in avvio del parziale successivo.

Ci vogliono 13’ per vedere il primo fallo piacentino mentre l’Alma comincia ad accelerare le rotazioni richiamando in panchina anche Green. Il ritmo non cala e i biancorossi allungano a +14 (31-17 al 14’). E continuano. Cresce la pressione difensiva sull’Assigeco sin dalla rimessa e per qualche minuto è come stare al campetto. Piacenza perde un paio di palloni e l’Alma ha la lucidità per punirla con Fernandez: +21 (43-22 al 18’), con l’incontro già saldamente sotto controllo. La perla finale è firmata Javonte Green: palla rubata, scambio con un compagno e tripla sulla sirena per andare al riposo avanti di 24 (49-25) con l’esterno già a quota 14. Assigeco ammutolita. Impietoso il raffronto dello score nelle triple: 56% per la squadra di Dalmasson, 17 per i rivali. Persino più impressionante la valutazione di squadra: Alma 67, Piacenza 18 con Guyton...sul Lussari (-6).

Con queste premesse non c’è bisogno che Trieste metta in scena un clamoroso terzo quarto, quello con cui in passato ha deciso le partite. Un’Alma a tre punte (Green che ha voglia di ritrovare un tabellino importante, Fernandez e Bowers) continua a dettare legge, con Lobito a innescare l’alley oop per Bowers. Il +30 del 66-36 avverte che sugli spalti si può cominciare a scambiarsi gli auguri.

Da quel momento sino alla fine solo tre chicche: la tripla che manda Giga Janelidze in doppia cifra, i 4 punti e la personalità di Schina e l’ingresso di Matteo Babich, cambiando Green che si merita la standing ovation dei 4500 dell’Alma Arena.

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