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Pordenone, che cuore Capitola all’Inter solo al settimo rigore

Coppa Italia: i ramarri della serie C costringono la capolista della A alla lotteria dei penalty dopo 120 minuti chiusi 0-0

TRIESTE. Davide contro Golia achi? Non è stata solo la soddisfazione di una magica serata, il ricordo di una partita ufficiale nella Scala del calcio da raccontare un giorno ai nipotini. L’esodo di 3500 pordenonesi al Meazza di Milano per la partita di Coppa Italia con l’Inter è stato ripagato da una serata di cui andare orgogliosi. C’è voluto il settimo calcio di rigore della lotteria dopo i supplementari per dare il via libera all’Inter. Il tiro di Parodi viene parato da Padelli mentre Nagatomo non sbaglia dal dischetto.

La squadra di serie C - che non ha mai avvicinato le serie superiori come ha ricordato nei giorni scorsi una geniale sequenza di messaggi - contro la capolista della A. Misuraca, Berrettoni, Burrai. Formiconi con la C, ha visto mai che qualche tifoso milanese confonda. Dall’altra parte Spalletti fa un mix tra titolari e elementi ai margini della prima squadra. Skriniar, Gagliardini, Eder; Karamoh, Pinamonti.

L’Inter comincia con fare sornione, come se fosse ineluttabile e imminente l’arrivo del gol liberatore. Hai voglia. Colucci dispone il Pordenone - che al Bottecchia la Triestina riuscì a battere in campionato - con saggia concretezza, senza nemmeno erigere barricate. Del resto, una volta che hai la possibilità di giocarti gli ottavi della Coppa Italia a San Siro, togliti lo sfizio di giocartela alla grande, a viso aperto. Passano 22 minuti prima che i nerazzurri confezionino la prima palla gol con Karamoh che calcia addosso a Perilli. Due minuti dopo il primo calcio d’angolo dei ramarri del Noncello. Non è uno sprazzo prima di venir inghiottiti dalla forza d’urto dell’assalto interista. Anzi. 31’: Magnaghi al limite dell’area si gira eludendo il controllo di Skriniar e piazza una bordata che Padelli vola a deviare sul palo.

Il Pordenone prende coraggio. E metri di campo, mentre l’Inter continua a costruire poco. Quando ci riesce, Karamoh dimostra di essere ancora troppo acerbo per fare il risolutore al Meazza.

L’Inter nella ripresa prova ad aumentare la pressione ma il Pordenone ha ormai rimosso qualsiasi remora e sfiora nuovamente il gol con un tiro di Sainz Maza di un niente fuori deviato da Gagliardini. Spalletti per
venirne a capo fa schiodare dalla panchina i grossi calibri. Perisic al 23’. Icardi al 35’. Il Pordenone si difende ma senza affanno. E il tempo scorre. Il novantesimo. Supplementari. Mezz’ora in apnea. L’Inter spinge. Ma non passa. Calci di rigore. Sul campo il Pordenone non ha perso.

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