Quotidiani locali

Travolta anche Roseto eguagliata la Stefanel

Finisce 82-63 con sei giocatori in doppia cifra. E domenica arriva Jesi

TRIESTE. Dieci. E lode. Come la Stefanel di 24 anni fa. Quella di Gentile, Bodiroga, Fucka, Pilutti, Cantarello, Lampley, Bodiroga, con Boscia Tanjevic in panca. Ok, quella era serie A1 e adesso siamo ancora al piano di sotto ma dieci di fila a vincerle possono sognarle tutte ma riuscirci nessuno. Ci provino, gli altri.

Nel suo cammino trionfale l’Alma ha collezionato scalpi illustri (Fortitudo, Treviso, Ravenna, Ferrara, Mantova) e non ha mai abbassato la guardia contro le formazioni annunciate tecnicamente inferiori. Il decimo gioiello, contro Roseto ultima in classifica e per giunta priva di Carlino e Contento, arriva inesorabile e prevedibile come un disco natalizio di Bublè. Restando in tema di record, è ragguardevole anche la striscia vincente casalinga della banda di Dalmasson nel corso di partite della stagione regolare. L’ultima sconfitta nella regular risale a 14 mesi fa, prima dell’andata dello scorso campionato contro Treviso. Da quel giorno è passata all’Alma Arena solo la Virtus Bologna, nella gara 3 della finale play-off. E domenica l’Alma può riscrivere la storia. La sua, almeno. Battendo Jesi - sconfitta da Roseto domenica scorsa - Trieste infilerebbe l’undicesima perla. Se poi nel conto ci mettiamo anche le due partite vinte nella Supercoppa, farebbero 13. Un en plein che si legge come dominio assoluto da tre mesi a questa parte.

Qualche fuoco d’artificio in avvio, un momento di relax che regala un break agli abruzzesi e poi quattro minuti a tutta. Partita chiusa e apparentemente impacchettata già al 12’, per la gioia di coach Dalmasson che può dare respiro anche a Green, Fernandez e Da Ros. Nella logica dell’alternanza tra gli 11 over stavolta rientra Coronica e resta fuori Prandin. Di conseguenza la responsabilità di dare il cambio al Lobito va a Schina. Alla fine saranno 13 i minuti di apprendistato sul parquet per il baby biancorosso. Si cresce anche così, come potrebbe raccontargli il ragazzone con il numero 18...

Quel po’ di brividi li regala a sorpresa il terzo quarto, cioè il parziale nel quale nelle ultime gare l’Alma aveva prodotto il massimo sforzo. Stavolta Trieste, rimasta interdetta dal quarto fallo fischiato a Fernandez e a Cavaliero in sequenza, si concede una siesta difensiva concedendo a Roseto 26 punti. Un regalo di San Nicolò di cui non si avvertiva il bisogno. Ma Trieste ci mette niente a ritrovare la rotta, aggrappandosi a cuore e tentacoli di Giga Janelidze e alla fame di canestri di Federico Loschi. Sei uomini in doppia cifra. Undici giocatori per almeno dieci minuti in campo, e questo è un probabile, ennesimo, record. A voler cercare il pelo nell’uovo, si è visto meno spettacolo che in altre occasioni, anche perchè il fromboliere della compagnia, Javonte Green, viene spremuto per 15 minuti, quanto basta per firmare il canonico ventello nella valutazione. Più sostanziosi i 28 minuti di impiego di Bowers, con percentuali rivedibili ma 12 punti e 8 rimbalzi gli valgono comunque la vittoria nel confronto con il lungo straniero dei rosetani, Ogide. E il minutaggio sta aumentando, insieme alla fiducia.

Nell’altro recupero Montegranaro espugna Bergamo 75-87 e
ora sono i marchigiani gli inseguitori dell’Alma. Vita dura, per i pronostici. Classifica: Alma 20, Montegranaro 16, Fortitudo 14, Gsa, Ravenna, Jesi 12, Treviso, Ferrara, Mantova 10, Piacenza, Verona, Forlì, Imola 8, Orzinuovi, Bergamo 4, Roseto 2.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Trieste Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon