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Francesca Clapcich, il sesto posto sfuma per pochi metri VIDEO

Incredibile epilogo della seconda tappa della Volvo Ocean Race a Città del Capo. La barca della velista triestina beffata per un decimo di miglio ed è solo settima

TRIESTE Un decimo di miglio, meno di 200 metri di distacco. Sembra incredibile, ma dopo oltre 7500 miglia di navigazione discendendo l’Atlantico da Lisbona al Sudafrica questo è stato il vantaggio con cui Scallywag ha preceduto sulla linea d’arrivo a Città del Capo Turn the Tide on Plastic, la barca che ha a bordo la triestina Francesca Clapcich nella volata per evitare l’ultima posizione.

 

Ocean Race, Clapcich al traguardo a Cape Town La velista triestina Francesca Clapcich commenta un po' delusa (e stanca) l'esito della tappa Lisbona-Città del Capo della Volvo Ocean Race: al termine della regata, una galoppata in Atlantico lunga seimila miglia, la sua barca Turn the Tide on Plastic si è vista soffiare il sesto posto per una questione di pochi metri. Ma Francesca e il suo team avranno altre occasioni per rifarsi. Intanto hanno maturato un'esperienza indimenticabile. Nel video, anche l'arrivo di un'altra imbarcazione al traguardo di Cape Town. LEGGI L'ARTICOLO: La triestina Clapcich sesta a Cape Town


Si è così conclusa dopo tre settimane di navigazione la seconda tappa della Volvo Ocean Race, con la barca di Francesca che ha quindi dovuto accontentarsi del settimo e ultimo posto nell’ordine d’arrivo. Meglio - nella tappa vinta dal team spagnolo Mapfre - è andata a Team Brunel che vede in barca il romanese Alberto Bolzan e l’italoargentino Maciel Cicchetti, giunto quarta.

 

Turn the Tide on Plastic all'arrivo a...
Turn the Tide on Plastic all'arrivo a Città del Capo

 

«Siamo finalmente arrivati dopo 21 giorni di navigazione, siamo un po’ stanchi!» ha detto Francesca Clapcich al suo sbarco a Città del Capo: «Purtroppo il risultato non è quello che speravamo e forse nemmeno quello che ci meritavamo dopo tanti giorni di “match-race” in mezzo all’oceano. Siamo arrivati una lunghezza dietro Scallywag: fa un po’ arrabbiare, però abbiamo visto che possiamo giocarcela fino alla fine, abbiamo sempre lottato e anche quando le cose sembravano mettersi male abbiamo sempre lottato per cercare di tornare in gioco. Penso che ogni volta impariamo cose nuove» ha aggiunto: va ricordato che Turn the Tiude on Plastic è l’equipaggio più giovane della flotta ma non per questo destinato a fare da vittima sacrificale...

«Per me - ha aggiunto Francesca - è stata un’esperienza incredibile. È già un sogno partecipare alla Volvo Ocean Race e lottare per cercare di fare un buon risultato è ancora più incredibile. C’è un po’ di amarezza ma sono contenta di essere arrivata fino qui».

«È stata una tappa bellissima - aveva detto qualche ora prima Alberto Bolzan all’arrivo in Sudafrica -. Era già una delle mie favorite, ma è andata oltre le aspettative, anche grazie al vento che non ci ha mai lasciato: anche in avvicinamento a Città del Capo siamo arrivati fino ai 40 nodi. Come team stiamo migliorando giorno dopo giorno per rendere la barca sempre più veloce. Certo però che magari potevamo anche fare meglio del quarto posto...»

La prossima tappa vedrà la flotta andare da Città del Capo e Melbourne percorrendo circa 6500 miglia. La partenza è prevista il 10 dicembre, l’arrivo attorno al 28 dicembre. Prima della partenza, l’8 dicembre, Città del Capo ospiterà la terza in-port race.

Questa la classifica dopo la seconda tappa (tra parentesi i punti conquistati in ciascuna frazione): 1) Mapfre (6,7, 1 extra) 14 punti; 2) Vestas (7,5, 1 extra) 13; 3) Dongfeng (5,6) 11; 4) AkzoNobel (4,3) 8; 5) Team Brunel (2, 4) 6; 6) Sun Hung Kai/Scallywag (3,2) 5; 7) Turn the Tide on Plastic (1,1) 2.

GuidoBarella. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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