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Domio, quattro mutui per acquistare il campo

I biancoverdi hanno una fiorente scuola calcio con 200 ragazzi

Sul primo si giocò solo per nove anni, poi fu sacrificato alla Gran Viabilità: era il campo del Domio, sorto nel 1976 per l’entusiasmo di Marino Barut, tra i fondatori della società. Domio fondato nel 1972 con presidente Carlo Bersenda: «Sai che derby con il Breg – ricorda Marino Drioli, oggi titolare di un negozio sportivo – e dopo averne vinto uno, volavano prosciutti interi per festeggiare...». La società cresceva, c’erano le squadre giovanili: «Una grande compagnia di amici – dice Vojko Mihelj – ed è dal 1979 che ci sono ed ho coinvolto anche mia moglie Maria: è la cuoca ufficiale dei dopo partita che, da sempre, è aperto anche alla nostra squadra avversaria».

La tegola arriva nel 1985: avanti la Grande Viabilità, via il campo. Marino Barut si butta nella nuova battaglia, ottiene un terreno dal Comune di San Dorligo e dall’Ezit e, grazie all’apporto degli amici come Stanko Radovic e della sua Moviter, il campo rinasce. Ma Marino, nel frattempo presidente, scompare prematuramente e dal 2000 l’impianto porta il suo nome. Edoardo Burolo è, da quest’anno, alla presidenza, succedendo ad Antonio Bianco, nominato presidente onorario: «Accompagnavo i miei figli – racconta – e mi son trovato prima dirigente, poi istruttore ma la presidenza non era nei miei pensieri. Vedo il Domio come un’impresa, in cui ci sono responsabilità che vanno dall’adeguamento degli impianti, ai rapporti con enti e amministrazioni, oltre alla necessità sociale di tenere sempre aperta la porta alle famiglie». Un consiglio direttivo molto disponibile al suo fianco: da Manuele Bergamasco, impegnato in campo anche con gli juniores, a Silvio Bernardis, che accompagnava il figlioletto a giocare ma è diventato, come si definisce, un factotum, a Gianluigi Sulini il tesoriere e Roberto Rizzitelli il segretario. Poi, la componente femminile davvero agguerrita: «Andavo a scuola con Cinzia, la figlia di Barut – racconta Franca Carboni, moglie del presidente – per cui la società, si può dire, la conoscevo da sempre. Con i figli “baloneri», impossibile non partecipare: mi occupo del marketing organizzativo, c’erano tante piccole cose da sistemare, forse non appariscenti, ma richiedono un grande impegno per gestirle. Abbiamo organizzato una sala per il doposcuola, aperto a tutti, ed un magazzino materiali che funziona alla perfezione grazie a Micaela Tremul che, geometra qual’è, è il braccio armato della società per tutte le cose tecniche».

Accusato di aver “irretito” tutti per trascinarli al Domio è Salvatore Fichera, ora nel direttivo, dopo esser stato a lungo vice-presidente: «Siamo l’unica società ad avere un campo proprio – ricorda – grazie ai quattro mutui sottoscritti dai componenti del direttivo: nel 2006, con un contributo regionale, arrivò il sintetico ma, il prossimo anno, scadrà l’omologazione e bisognerà provvedere alla ristrutturazione. L’anno scorso, con un altro intervento del direttivo, abbiamo risistemato il campo a sette e quello a cinque. Al nostro fianco, per fortuna, anche tanti sponsor tra i quali, quello storico, è Ezio Guarnieri, amministratore della C.M.G”. Maurizio Costantini è il direttore sportivo: «Ci sono circa 200 ragazzi – dice – e mi piace sottolineare l’incremento di presenze, soprattutto nella scuola calcio, i nati tra il 2007 ed il 2012. Siamo stati premiati con la presenza in tutte le categorie regionali giovanili, i nostri tecnici sono tutti qualificati a livello federale e ai prossimi corsi per calciatori, organizzati dalla Federazione, ne sono stati invitati quattro nello staff dei preparatori». Mantenere tutta la “filiera” non è facile: «Qualche fascia d’età – commenta Costantini – è saltata perché alcuni ragazzini hanno voluto provare nuove esperienze: giochiamo sotto età in qualche categoria, anche perché, negli ultimi anni c’è stata una bella crescita che ce lo permette. Insisto, soprattutto con i piccoli e i loro genitori, sul comportamento: devono imparare a gestirsi da soli l’attività calcistica, dal farsi la borsa senza dimenticare qualcosa, a portarsela, a comportarsi educatamente». Impossibile non parlare delle sagre che si svolgono tra giugno e ferragosto: «Ricordo – dice Vojko Mihelj – che venivano le orchestre romagnole come i Casadei e i Castellina-Pasi”. Franca Carboni è la “custode” della qualità del cibo: «Grigliate e polli, soprattutto, e le crêpes, con una ricetta segreta che Micaela Tremul mette in pratica...». La conclusione spetta al presidente Burolo: «Per come siamo strutturati – dice – ci vorrebbe un maggior aiuto dagli enti pubblici.
Pensiamo all’ormai prossima riomologazione del campo: non possiamo farcela solo con le nostre quote sociali: difficile ottenere un contributo del comune di San Dorligo, mi auguro di poter portare la situazione all’attenzione della Regione».

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