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Milanese: Triestina, serve più furore al Rocco

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CALCIO SERIE C

Milanese: Triestina, serve più furore al Rocco

L'amministratore unico traccia un positivo bilancio alabardato

TRIESTE. Un terzo della stagione se n’è andato. E la Triestina finora ha raggiunto quello che si prefiggeva la società: giocare un buon calcio, gareggiare alla pari con tutte le squadre del girone e posizionarsi in classifica all’interno o a ridosso della zona play-off. E nonostante una partenza ad handicap per il mercato (non come quelle degli anni precedenti) il lavoro svolto da tutti è ancor più apprezzabile anche se le troppe difficoltà di trovare gol e vittorie al Rocco non hanno frenato l’entusiasmo. Mauro Milanese traccia un primissimo bilancio della stagione prima di “godersi” a San Siro Italia-Svezia su invito della Federazione.
«Da quando sono arrivato siamo riusciti a raggiungere due traguardi. Prima una salvezza in extremis in D, poi la vittoria nei play-off e il ripescaggio in C. Il merito va a tutti e c’è stato anche un pizzico di fortuna. Ma soprattutto siamo riusciti a far gioire il Rocco che in oltre vent’anni ha vissuto tante delusioni. Sono soddisfatto di come si sta comportando la squadra finora».
La squadra sta andando oltre le aspettative?
«Nonostante la difficoltà di operare sul mercato fino all’ufficializzazione del ripescaggio ho cercato di costruire una squadra guardando anche a quelli che si stavano rinforzando. Non volevo rischiare la categoria proprio nell’anno del centenario».
C’è solo il neo del rendimento al Rocco.
«È vero nel nostro stadio abbiamo vinto poco ma fuori abbiamo compiuto imprese difficili da prevedere»
C’è un perché?
«In C ci vuole cattiveria altrimenti non si vince specie in un girone dove c’è molto equilibrio. Ma non dobbiamo dimenticare che tutti gli avversari hanno dalla loro una maggiore esperienza e amalgama nella categoria. Sono convinto però che noi abbiamo ancora un buon margine di miglioramento e l’esperienza e la capacità di Sannino è un nostro plus. I ragazzi di allenano con intensità devono trovare continuità».
In casa serve un atteggiamento diverso?
«Se fuori siamo bravi a colpire negli spazi allora io dico che dobbiamo aggredire l’avversario e fare di tutto per passare in vantaggio nella prima parte della gara. Dobbiamo essere più feroci e così poi potremmo giocare come in trasferta».
Bilancio sportivo positivo e quello economico?
«Proprio in questi giorni abbiamo chiuso il primo esercizio in linea con quello che ci aspettavamo. Mario Biasin (cioè l’unico socio e proprietario) provvede a sostenere il progetto seguendo il programma graduale che ci siamo prefissi garantendo l’equilibrio finanziario. Mi aspettavo soltanto più interesse per la Triestina da possibili sponsor che non operano a Trieste».
Settore giovanile e campi di gioco sono gli asset su cui state lavorando. Come procede il programma?
«Con grandi sforzi e difficoltà abbiamo messo in piedi tutta la filiera. Circa duecento ragazzi indossano la maglia alabardata ma per noi conta soprattutto la qualità: vogliamo che quanti più ragazzi possibile passino dal vivaio alla prima squadra. Bisogna avere pazienza anche se già oltre a Pizzul altri ragazzi ruotano nel gruppo di Sannino».
E i campi?
«Ce la caviamo anche se l’obiettivo è che nell’anno del centenario finalmente si possa avere a disposizione il Grezar e il campo di Ponziana. Ma il progetto del centro sportivo interessa a Biasin e alla società anche se è un’operazione di medio termine».
A proposito di centenario ci si avvicina al count-down.
«Il 18 dicembre l’Unione farà 99 anni e spiegheremo a tutti le iniziative che assieme a tifosi e Comune organizzeremo nell’anno. È un’occasione unica che deve coinvolgere tutta la città. Poi il 21 dicembre al Rossetti ci sarà la seconda edizione della festa della Triestina».
Ora c’è il derby con il Padova. Dopo una prova non soddisfacente in casa l’Unione ha sempre entusiasmato nella successiva trasferta...
«È successo tre volte. Ma al di là della cabala sarà importante il confronto con una delle squadre più attrezzate oltre che attualmente è in vetta. Ma soprattutto è un derby sentito e sarà seguito da molti nostri supporter. Non dobbiamo deluderli».
Già, il Padova è primo in una graduatoria minata dalla vicenda Modena. Il mondo del calcio deve mobilitarsi per evitare questi casi?
«Mi spiace molto per Modena come città e anche per una società storica con una squadra contro la quale ho giocato in serie A. Credo che si debba andare a una riduzione del numero di ammesse alla C».
Favorevoli a riscrivere il calendario del girone di ritorno?

«Assolutamente sì un nuovo calendario è opportuno per evitare due giornate di riposo e per avere una classifica reale. Del resto in Inghilterra da anni in tutti i campionati Pro il calendario del girone di ritorno si sorteggia alla fine di quello d’andata»
 

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