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Alma, settima perla Sconfitta Treviso

Incontro tirato, i biancorossi la spuntano 91-83

TRIESTE. E adesso sono sette. L’Alma supera anche il terzo ostacolo del ciclo terribile dopo la Fortitudo e Ravenna e la vittoria sulla De’Longhi scaraventa Treviso a meno otto. Difficile pretendere un bilancio migliore in questo autunno in biancorosso, visto che nel conto ci va anche la Supercoppa vinta a spese proprio dei trevigiani.

Il settimo successo è comunque largamente il più sudato. Mai finora si era vista l’Alma per certi tratti in evidente difficoltà, concedendo addirittura 27 punti nel primo quarto e faticando ad attaccare il canestro. La chiave del primato triestino sta però nella capacità di avere più uomini in grado di risolvere una partita rispetto a qualsiasi altra pretendente. Bobo Prandin a Ravenna, con l’ausilio di Baldasso e Loschi. Ancora Baldasso ieri. Prova perfetta e pazzesca, quella di Lollo: 5 su 5 nelle triple e una dimostrazione di personalità notevole per una guardia 22enne. Ma sotto alla vittoria ci sono anche le firme di Cavaliero - abbagliante una sequenza di due triple che si è rivelata una mannaia sulle speranze della De’Longhi - e del “Lobito” Fernandez autore della bomba della liberazione. In tutto questo, anche un Green che va considerato “normale” nei suoi 17 punti e 8 falli subiti.

Ci si mette niente a intuire che non sarà un pomeriggio semplice. Mai l’Alma aveva cominciato facendo tanta fatica, accettando subito un ritmo forsennato. Contro la Fortitudo l’avvio disinvolto dei bolognesi (3-10) era stato immediatamente castigato, con Trieste autoritaria nel replicare e sorpassare. Stavolta manca quel genere di reazione. O forse Treviso non è quella Fortitudo, perché di fronte agli imbarazzi biancorossi è la De’Longhi a sfruttare la transizione e i 27 punti subiti dall’Alma nei primi dieci minuti sono un’enormità rispetto ai parziali delle precedenti sei partite.

Nella difficoltà è però importante che l’Alma riesca a mantenersi sempre aggrappata alla partita senza concedere break velenosi pur commettendo errori o destando qualche perplessità come quando un Baldasso in trance agonistica dopo 7 punti in tre minuti viene richiamato in panchina. Succederà di nuovo nel terzo quarto, dopo un’altra serie clamorosa di Lollo, ma il sostituto - Cavaliero - sarà a sua volta determinante. Coincidenza benedetta pure dalla fortuna ma si può leggere anche come la consapevolezza che in quest’Alma si può cambiare l’ordine dei fattori ma il risultato, alla fine, torna comunque.

Ricucita la fuga della De’Longhi impattando a quota 66 il terzo quarto, Trieste affronta la volata con Green in panchina e Cavaliero al quarto fallo. Della serie: esistono premesse migliori. Ma, appunto, l’Alma ha sette vite e il numero non è nemmeno casuale. Tripla, l’ennesima, di Baldasso e un contropiede di Bobo Prandin, per il +7 che vale mezza ipoteca sul successo. Nel finale, però, si rivede anche la difesa: è brava Treviso a trovare per due azioni consecutive il canestro al 24esimo secondo ma la terza volta
in cui i biancorossi la tengono a bada, la De’Longhi lascia spirare il tempo con la palla in mano.

L’Alma può fare festa, trascinata e trascinando i 6086 accorsi all’Arena. Primato stagionale, ma i record sono fatti per venir riscritti ancora..

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