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l'intervista

Bolzan all'Ocean Race: "Non vedo l'ora, è un'esperienza fortissima"

Il velista isontino è alla sua seconda edizione della rega più dura: "Stavolta so a cosa vado incontro. Il livello è altissimo, non puoi sbagliare niente".

TRIESTE Domenica 22 ottobre da Alicante prenderà il via la Volvo Ocean Race, regata a squadre attorno al mondo. Alberto Bolzan e Francesca Clapcich sono i due soli italiani nella flotta, entrambi ragazzi del Golfo. Ecco le emozioni alla viglia della partenza di Alberto Bolzan, di Romans d'Isonzo, alla sua seconda partecipazione.

Alberto Bolzan, per lei è la seconda Volvo Ocean Race. Quale è il ricordo più vivido che le è rimasto dell’edizione 2014/ 2014?

Un ricordo solo? Impossibile! Ho mille ricordi di un’esperienza così sempre varia, così sempre diversa. Fortissima, sotto ogni punto di vista: il freddo, la fatica, lo stare assieme con gli altri ragazzi dell’equipaggio, l’arrivo alle fine di ciascuna tappa quando riabbracci la fidanzata...

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Come vive invece la vigilia di questa Ocean?

Certamente sono molto più rilassato rispetto al 2014: allora ero molto più stressato, questa volta so bene a cosa vado incontro. E non vedo l’ora di partire.

La Ocean Race è un giro attorno al mondo in barca a vela, ma è anche una gara. Indimenticabili certi arrivi della passata edizione, vere e proprie volate in porto dopo tappe di 20/25 giorni...

Sì, specie nelle ultime edizioni il livello è cresciuto tantissimo: nei vari equipaggi ci sono tantissimi medagliati olimpici e protagonisti in Coppa America. Il livello ormai è altissimo e anche una tappa di 25 giorni si decide con distacchi di pochi minuti: ogni dettaglio diventa fondamentale, non puoi sbagliare nulla.

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Lei fa parte dell’equipaggio di Team Brunel, uno dei più attesi per la vittoria finale. Sente il peso del pronostico?

Mah, io in questo momento sento soprattutto che abbiamo grandi potenzialità. Siamo forse partiti un po’ più tardi rispetto ad altri equipaggi con la preparazione ma le sensazioni, anche visto il prologo da Lisbona ad Alicante, sono positive. Sì, siamo consapevoli di poter fare molto bene, l’importante adesso è riuscirci, a fare bene, anche perché nessuno starà a guardare: tutti gli equipaggi sono davvero molto forti e sarà sicuramente una regata molto tirata. Dalla prima all’ultima tappa e dal primo all’ultimo giorno di una singola tappa.

Lei a bordo avrà anche maggiori responsabilità rispetto alla passata edizione.

No, credo che a bordo tutti i ruoli siano allo stesso livello. Siamo tutti importanti in egual misura.

A lungo, nei mesi passati, si è parlato dell’ipotesi di vedere al via una barca italiana. Cosa può dire sul mancato raggiungimento di questo obiettivo?

È stato un vero peccato non farcela. Credo, forse, che se avessimo iniziato a lavorare a questo progetto un po’ più per tempo ce la potevamo fare. In ogni caso credo che sia stato comunque molto positivo registrare tanto interesse attorno alla Volvo Ocean Race anche in Italia. Chissà, magari per la prossima edizione...
 

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