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Triestina più solida anche grazie ai cambi

Al di là del risultato a Bassano si è vista la capacità di soffrire

TRIESTE. Il pareggio ottenuto a Bassano è un punto d’oro. Anzi per la prestazione ha il sapore di una vittoria. Non c’è da esaltarsi dopo i risultati positivi nè da abbattersi dopo le sconfitte. Questo predica Sannino ed è la linea razionale che ispira qualunque osservatore non contaminato dalle sirene emotive che muovono (ed è naturale che sia così) i tifosi.

La Triestina domenica è scesa in campo al Mercante contro una squadra esperta della categoria e che in questo primo scorcio di campionato ha saputo raccogliere un bel gruzzolo di punti più dell’Unione. E proprio contro un avversario ben messo in campo, anche se forse non brillantissimo, gli alabardati hanno messo in mostra tre aspetti che finora si erano visti solo a tratti.

LA CRESCITAIl primo è la solidità nel saper soffrire e senza rischiare moltissimo alle tre scariche di adrenalina sprigionate nel corso del match dalla formazione di Magi. Una sfuriata di una decina di minuti agli inizi delle due frazioni e quella più veemente dopo la rete del vantaggio dell’Unione culminata con il gol del bravo Fabbro.

Un atteggiamento che dimostra la crescita di un gruppo con punte ed esterni capaci di arretrare in aiuto a centrocampo e difesa ma senza fare confusione. E Aquaro e compagni (Codromaz compreso) sono rimasti concentrati a tal punto da commettere pochissime ingenuità a protezione di un Boccanera un po’ meno preciso del solito ma che ha dato comunque prova in un paio di occasioni delle sue qualità.

LA CLASSE La seconda certezza è data dalla qualità di Arma che, con un Petrella che si è mosso bene ma con scarsa efficacia, si è preso sulle spalle la responsabilità di tenere impegnata la retroguardia di casa. La rete, al di là della poca determinazione dei giallorossi, è stata un capolavoro per intuizione, coraggio nel saltare i diretti controllori e freddezza nell’esecuzione. Si sapeva che l’attaccante è uno che ci sa fare. Il suo pedigree parla chiaro ma trova conferma in queste settimane nelle quali magari lo stato di forma non è al top. Se fosse assistito da una mezza dozzina di cross dalle fasce nell’arco di un match il colpo di testa di Arma diventerebbe letale. Su questo aspetto che continua a latitare Sannino dovrà lavorare ulteriormente.

LE ALTERNATIVE Infine nella ripresa la solidità dell’Unione è stata rafforzata da un triplo cambio che ha irrobustito l’ossatura del gruppo. La fisicità di Grillo e Pozzebon al posto di Pizzul e Petrella un po’ usurati e soprattutto l’ingresso di Troiani a destra (come esterno alto per Bariti) hanno tarpato qualunque velleità di assedio ai veneti.

LE SCELTE Scelta azzeccata dunque quella della panchina ma soprattutto dimostrazione che la Triestina può contare su più uomini di peso anche perché così è stata costruita quest’estate. Insomma la possibilità di scelta su almeno una ventina di elementi già pronti per la categoria (erano out Mensah, Mori e Castiglia) è una garanzia per trovare quella continuità di risultati e prestazioni che finora è venuta meno.

IL TEST Con queste certezze, senza voler eccedere in mancanza di umiltà, la Triestina può lavorare sui dettagli in vista del sentito derby con il Vicenza. Una partita che non solo è animata da aspetti emotivi che coinvolgono la tifoseria ma che soprattutto sul piano tecnico chiama l’Unione a confrontarsi con una delle squadre più attrezzate del girone. Il Vicenza non attraversa un gran momento ma non c’è da fidarsi anche perché il suo cammino nel glorioso
Menti è spedito. La Triestina insomma lunedì prossimo affronterà un altro test di maturità che renderà più chiaro, se già non lo fosse, il reale spessore di questa squadra ripescata e allestita con intelligenza ma con non poca fretta. Ed è opportuno non dimenticare neanchequesto aspetto.

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