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NEL GOLFO

A lezione di Sup con Caterina FOTO E VIDEO

La campionessa triestina Stenta maestra d'eccezione

TRIESTE. La sensazione è quella di camminare sull’acqua. L’emozione quella di ammirare Trieste da una prospettiva insolita: dalle acque del golfo. A voler provare queste due sensazioni sono stati in cinque ieri, nell’ambito dell’appuntamento proposto e organizzato dal “Sup team mano aperta”, gruppo triestino che si sta impegnando per diffondere, in città e non solo, questa nuova specialità sportiva.

I pagaiatori del Sup in golfo con Caterina Stenta La campionessa triestina Caterina Stenta è stata ospite speciale dell'iniziativa del team "mano aperta" per diffondere a Trieste questa nuova specialità sportiva: il Sup, Stand up Paddle". La campionessa ha tenuto una lezione per cinque fortunati partecipanti (video di Andrea Lasorte)

 

Il Sup è acronimo di “Stand un Paddle”, in sostanza si tratta di stare in piedi, in equilibrio, su una tavola da surf, che si manovra utilizzando una pagaia. E ieri quelli della “Mano aperta”, guidati da Paolo Moretti, hanno potuto beneficiare di un’occasione speciale: la presenza, come istruttrice, di Caterina Stenta, la triestina recentemente laureatasi campionessa italiana della specialità, a Oristano, in Sardegna. Per la quattordicenne Letizia, giunta seconda nella gara di “sup” allestita nel corso della Barcolana dell’altra domenica, Stefano, Egizia, Franca e Paolo, la mattinata si è dunque trasformata da semplice lezione, «peraltro molto utile fin dalle prime battute» hanno ribadito all’unisono, in un momento nel quale poter ammirare da vicino la bravura di Caterina.

«Ci sono elementi comuni fra il sup e l’arrampicata - ha spiegato la campionessa italiana - perché si muovono con modalità simili le braccia e i muscoli dell’addome. Tutti i praticanti di oggi - ha aggiunto - stanno rivelando notevoli doti e stanno imparando rapidamente». Paolo Moretti, dopo aver evidenziato l’importanza di munirsi del cosiddetto “leash”, cioè di quella sorta di guinzaglio che tiene sempre legata la tavola alla caviglia dell’atleta, in modo che la stessa, in caso di caduta, non se ne possa andare portata dalle correnti, ha spiegato che «il gruppo “Mano aperta” intende proseguire nella diffusione di questa bellissima disciplina, proponendo stage e lezioni. Organizziamo vari giri nelle acque del golfo - ha aggiunto - della lunghezza di circa cinque chilometri l’uno. Ma andremo anche sui laghi della Slovenia e sul fiume Stella, perché la tavola si adatta a varie situazioni». Sono peraltro utilizzabili tavole gonfiabili, facilmente trasportabili nel cofano di un’automobile. «Ci sono grandi potenzialità di tipo turistico ricreativo col ‘sup’ - ha concluso - e insisteremo su questa strada».

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