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Il primo round è dei fratelli Benussi

Spirit of Portopiccolo vince la “Bernetti” davanti a Mitja Kosmina su Maxi Jena. E Leghissa (AnyWave) è splendido terzo

SISTIANA. Il primo round è dei fratelli Benussi. Il trofeo Bernetti è della loro Spirit of Portopiccolo, Mitja Kosmina con Maxi Jena è secondo, ma staccato. E Alberto Leghissa con la sua banda di Sistiana (a bordo di AnyWave, maxi di 64 piedi, tre professionisti, gli armatori e gli amici velisti per passione a completare l’equipaggio) è terzo al termine di una regata condotta in maniera davvero ineccepibile.

Questo dunque ha detto l’edizione numero 46 del trofeo organizzato dalla Pietas Julia di Sistiana, tradizionale, prelibato antipasto della Barcolana. Un’edizione, va subito aggiunto, con un gran bel vento, con raffiche di bora arrivate a 32 nodi durante il primo bordo tra la Diga Vecchia e la boa al largo di Portopiccolo (si sono registrati anche un paio di disalberamenti) e vissuta tutta con una media importante, attorno ai 18/20 nodi. Condizioni ben diverse da quelle che la flotta troverà in Barcolana domenica (a oggi le prime previsioni parlano di poco, poco vento), ma condizioni perfette per tutti i team per verificare equipaggio e barca a una settimana dal grande giorno. Condizioni perfette soprattutto per Spirit of Portopiccolo, perché i fratelli Benussi ce l’hanno in mano solo da venerdì e quindi la stanno studiando minuto dopo minuto, tanto che finora non hanno ancora nemmeno utilizzato tutte le vele a disposizioni, il che ha anche condizionato la tattica di regata seguita ieri, con il primo bordo più sottoriva rispetto a Maxi Jena, molto più al largo, e a AnyWave, centrale tra le due e in testa alla prima boa, prima che la “vecchia” Morning Glory liberasse tutti i suoi “cavalli”.

«Abbiamo regatato molte bene senza spingere a fondo sull’acceleratore e la barca ci ha offerto veramente grandi soddisfazioni» le prime parole di Furio Benussi, ieri al timone, appena sceso a terra. «Continuiamo a imparare ora dopo ora e a prendere confidenza con il nostro maxi perché questo è l’obiettivo al momento, crescere progressivamente con pazienza e determinazione senza rischiare inutilmente». Parole confermate anche dal fratello impegnato alla tattica, Gabriele: «Le sensazioni sono ottime, sia di lasco che di bolina, e devo dire che la barca mi ha veramente sorpreso in particolare nelle andature portanti dove peraltro abbiamo optato volutamente per una superficie velica molto più piccola rispetto a quelle che potevamo adottare. Con questa regata abbiamo messo alle spalle un ottimo allenamento con vento forte e sappiamo meglio quali sono i nostri punti di forza e margini con queste condizioni e dove dobbiamo lavorare per essere competitivi su un mezzo che richiede tantissimo dal punto di vista fisico in ogni singola manovra. Stiamo già monitorando le previsioni per domenica prossima e speriamo di trovare nei prossimi giorni condizioni anche di vento leggero per poter lavorare a fondo e verificare il vero potenziale della barca anche in questo assetto, che per ora non conosciamo a pieno e che potrebbe essere quello richiesto domenica prossima».

Mentre Maxi Jena superata la linea del traguardo faceva immediatamente rotta su Capodistria per tornare a casa, Alberto Leghissa riportava AnyWave a Sistiana con il sorriso sulle labbra. Una ottima partenza, la prima
boa superata davanti a tutti, prima che Spirit e Jena ristabilissero le gerarchie: «Abbiamo dimostrato che tra gli scafi del nostro livello ci stiamo e ci stiamo bene, possiamo dire la nostra. E nelle andature portanti possiamo essere davvero pericolosi».

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