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Unione brutta e ingenua Con il Mestre primo stop

Un rigore inutile al 4’ di recupero condanna gli alabardati

INVIATO a PORTOGRUARO . Prima o poi succede di perdere. Ma perdere come è successo alla Triestina a Portogruaro, esilio forzato del Mestre, fa male. L’1-1 (prima Sottovia, poii Pozzebon) quasi meritato sembrava cosa fatta nel paludoso Mecchia a 2’ dallo scadere dei sei minuti di recupero. Ma l’Unione, molto imprecisa in tutto l’arco della gara, è stata capace di perdere un pallone a centrocampo, subire una verticalizzazione verso Bussi. E la sterzata del muggesano in area, dove c’erano tre difensori, ha trovato la gamba ingenuamente protratta di Codromaz. Rigore tanto ingenuo quanto sacrosanto nonostante un sospetto di fuorigioco. Calcio secco di Spagnoli e prima sconfitta in campionato degli alabardati. Ma perché dopo la goleada di Ravenna, nella prima sfida lontano dal Rocco, alla seconda occasione la Triestina è caduta? L’avversario di ieri è di quelli tosti. Buona organizzazione e tanta corsa. Proprio le caratteristiche più ostiche alla Triestina manovriera. Ma appunto di quell’Unione votata al gioco al Mecchia non si è vista nemmeno l’ombra. Nonostante il pareggio prezioso fosse vicinissmo.

IL PUNTO Fasce laterali senza propulsione, poco pressing e Mestre sempre pronto al recupero delle palle vaganti, tanti passaggi elementari sballati e il tutto condito da una serie di ingenuità compresa quella sul primo gol subito. Se a questo si aggiunge che la Triestina, guidata ieri da Princivalli con Sannino a scalpitare quasi inerme in tribuna, non ha saputo costruire quasi nessuna palla-gol ecco che il risultato è una logica conseguenza divenuta però realtà a causa di una sciagurata disattenzione nel recupero di tutta la squadra e non solo di Codromaz.Con il Mestre, così come era successo con il SudTirol, la Triestina ha fatto più fatica del lecito. Sono squadre di C senza velleità e su questo Sannino deve far riflettere i giocatori. L’Unione è stata costruita con un buon tasso tecnico ma non tale da potersi permettere di lasciare la concentrazione nello spogliatoio.

PRIMO PASTICCIO Unica novità in casa Triestina è la presenza di El Hasni a destra per l’assenza di Troiani. Il difensore spinge poco sulla fascia, Bariti fa anche peggio. Sull’altra sponda anche Bracaletti non sembra ispirato. La densità a centrocampo del Mestre (con cinque uomini) stronca sul nascere le intenzioni dell’Unione di fare il proprio gioco. La linea difensiva di Zironelli mette spesso in fuorigioco Arma e Mensah. Il Mestre tiene il pallino ma non crea quasi nulla.

La fiammata di Boscolo e compagni arriva attorno alla mezz’ora. Prima Beccaro impegna severamente Perisan e poi sul corner seguente Grillo salva sulla linea di porta un gol ormai scontato.

E al 34’ improvvisamente i padroni di casa si trovano in vantaggio. Il portiere Gagno lancia con i piedi per oltre sessanta metri Aquaro e Perisan pasticciano, la palla arriva a Sottovia che con un pallonetto beffa il portiere alabardato fuori dai pali. Vantaggio meritato? Un pochino sì per il gioco, non per le occasioni costruite. E quelle della Triestina? Non pervenute.

CAMBIO DI MARCIA La Triestina si ripropone nella ripresa con maggior determinazione anche perché il Mestre ha speso tanto nei primi 45’. Al 10’ doppio cambio con Pozzebon per l’impalpabile Bariti e Acquadro per Meduri. Triestina decisamente meglio quanto a iniziative ma sacarsissima incisività sul fronte d’attacco dove spesso Possebon e Arma si sovrappongono. Tanto basta però per arrivare al pareggio in verità un po’ estemporaneo. Acquadro fa partire una stangata dai 30 metri, il portiere Gagno non trattiene e il tap-in di Possebon è tempestivo.

FLOP
FINALE
Sembra finita per la gioia di entrambe e invece arriva il pasticciaccio finale confezionato dal centrocampo alabardato, finalizzato da Codromaz e sanzionato dal rigore siglato da Spagnoli. 2-1 e tutti a casa. Con qualche pensiero in più in casa alabardata.

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