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Dalmasson: «Un successo che parte da lontano»

Il tecnico: «Se siamo arrivati fin qui è anche merito di chi era con noi l’anno scorso» Il presidente Mauro: «Adesso voglio arrivare a quota tremila abbonati»

TRIESTE. Esultanza contenuta in sala stampa, come è nel carattere di un allenatore che difficilmente lascia trasparire le sue emozioni. Nelle parole di Eugenio Dalmasson si legge però l'orgoglio di un risultato che regala a Trieste il primo trofeo della sua storia. Un successo che rappresenta la ciliegina sulla torta di un percorso che, iniziato qualche anno fa, evidenzia la crescita di una società che è pronta a rincorrere obiettivi importanti.

«Questa vittoria - sottolinea il tecnico - è il frutto del lavoro che tutti assieme abbiamo svolto nella passata stagione. Se siamo arrivati a giocarci questa Supercoppa il merito è anche di Stefano Bossi, Jordan Parks e Alessandro Simioni e il mio primo pensiero voglio rivolgerlo a loro per ringraziarli di quanto hanno fatto lo scorso anno. Non è stata una partita facile - continua Dalmasson - ma era una finale, giocavamo contro un'avversaria forte e di qualità come Treviso ed è normale che non potesse esserlo. Mi sarebbe piaciuto vedere le due squadre al completo, purtroppo non è stato possibile. È stata una bella sfida, in ogni caso, combattuta fino alla fine».

Successo che mette in evidenza, ancora una volta, il carattere di questa Alma. Fuori Bowers e Da Ros, uscito per cinque falli Fernandez a inizio terzo quarto e infortunato Cavaliero dopo un paio di minuti dall'inizio dell'ultimo parziale. Eppure? «Il nostro destino è quello di soffrire - sottolinea il coach - i ragazzi lo hanno capito già in questo precampionato. Diciamo che trovare la fiducia in queste situazioni di grande difficoltà è un viatico importante in vista della stagione che ci aspetta».

Felicità contenuta anche dal presidente Mauro. Gianluca, solitamente, è un vulcano in eruzione, in sala stampa sottolinea il grande lavoro della squadra e fa i complimenti al coach e ai suoi ragazzi. «Grande soddisfazione e grande entusiasmo - sottolinea - Ci eravamo lasciati con la finale persa contro Bologna, ricominciamo portando a casa questo trofeo che magari qualcuno non considera importante ma che vale molto perchè ce lo siamo guadagnati soffrendo e giocandocelo fino alla fine. Spero che questa vittoria crei un clima ancora più positivo attorno alla squadra. Siamo arrivati a superare i 2700 abbonamenti e siamo contenti, il sogno adesso è quello di riuscire a toccare quota 3000 prima dell'inizio del campionato».

Stefano Pillastrini prende con filosofia una sconfitta che rappresenta l'ultima tappa di avvicinamento al campionato. La sua De' Longhi ci ha provato, ha giocato punto a punto contro Trieste cedendo solo nel finale. Ma aldilà del risultato, ciò che interessava al coach trevigiano era fare il punto della situazione in vista dell'avvio della nuova
stagione. «Abbiamo fatto una partita solida - sottolinea - giocata ai ritmi molto alti che ci ha imposto la nostra avversaria. Siamo rimasti a lungo nel match poi nel finale non abbiamo attaccato il canestro accontendandoci di prenderci tiri da tre punti».

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